"No ai Cpr" in Trentino Alto Adige, un migliaio le persone alla manifestazione contro i Centri di permanenza: "Sono dei lager"
La presenza di persone senza documenti e quindi “irregolari”, è stato spiegato, va sanata con politiche volte alla regolarizzazione, “abolendo la legge Bossi-Fini e tutti quei decreti 'sicurezza' che hanno precarizzato lo status giuridico delle persone migranti, che le hanno rese irregolari e maggiormente a rischio di marginalizzazione”

BOLZANO. “No al Cpr”, sono state un migliaio le persone alla manifestazione che è stata promossa a Bolzano contro la realizzazione in regione dei Centri di permanenza per il rimpatri. A partecipare diverse associazioni provenienti dal Trentino e dall'Alto Adige.
“I Cpr – hanno spiegato i manifestanti - sono un buco nero in cui qualsiasi diritto viene cancellato: dietro quelle mura sono nascosti abusi reiterati che portano le persone ad atti quotidiani di autolesionismo e a tentativi di suicidio. Le morti di Cprsono, ad oggi, più di trenta. Sono luoghi di controllo, oppressione e tortura di esseri umani, i quali hanno come unica “colpa” quella di essere privi di un permesso di soggiorno”.
Nel corso della manifestazione sono state riprese inchieste giornalistiche e report di associazioni e collettivi, le stesse relazioni del Garante nazionale dei detenuti, che hanno messo in luce che sono strutturalmente incompatibili con i diritti umani, caratterizzati da innumerevoli violazioni di quei diritti inviolabili di cui all’articolo 2 della Costituzione (diritto alla difesa, alla salute, a una vita dignitosa, alla libertà di comunicazione con l’esterno). “Sono insomma dei veri e propri lager” hanno gridato i manifestanti.
La presenza di persone senza documenti e quindi “irregolari”, è stato spiegato, va sanata con politiche volte alla regolarizzazione, “abolendo la legge Bossi-Fini e tutti quei decreti 'sicurezza' che hanno precarizzato lo status giuridico delle persone migranti, che le hanno rese irregolari e maggiormente a rischio di marginalizzazione”.
Al corteo anche esponenti politici e amministratori: “Servono luoghi di accoglienza non Cpr” è stato ribadito. Il corteo ha attraversato la città di Bolzano. Un'unica voce contro i Centri di Permanenza. “Non staremo in silenzio di fronte all’apertura di un Cpr, né qui né altrove” è il messaggio lanciato alla politica e non solo.


















