"No alla ciclovia del Garda: è troppo pericoloso. La frana di sabato ne è l'ennesima riprova". L'appello alla Provincia da parte del Comitato Mobilità Sostenibile
"Meglio, invece, prevedere un efficiente servizio lacuale con il traghettamento dei ciclisti nelle tratte più pericolose della Gardesana Orientale e Occidentale. Tale proposta di traghettamento, per connettere tratte di ciclovia del Garda, fu presentata alcuni anni fa, presso la comunità Alto Garda e Ledro e non è stata minimamente presa in considerazione"

TRENTO. Dopo l'appello di Italia Nostra (QUI ARTICOLO), anche il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino (Cmst) scende in campo per dire "assolutamente no" alla ciclovia del Garda, alla luce anche di quanto accaduto sabato, con due frane, che nel giro di un'ora, hanno investito la Gardesana nella zona del depuratore/forra di Tremosine.
"Il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino (Cmst) - si legge nella nota ufficiale - lancia un appello agli amministratori e tecnici impegnati nella progettazione e realizzazione della iclovia del Garda per tenere in debito conto l'alto rischio idrogeologico esistente nella Gardesana occidentale, ben documentate dalla mappe di pericolosità nonché l'impatto paesaggistico di una infrastruttura costituita da elementi a sbalzo sulle pareti rocciose. L'imponente frana che si è abbattuta recentemente sul lago di Garda, ha dimostrato ancora una volta la pericolosità della compagine rocciosa della Gardesana Occidentale".
Poi la richiesta di recedere dal progetto e di attuare soluzioni alternative.
"Pertanto il Cmst - concludono i portavoce, gli ingegneri Ezio Viglietti e Pina Lopardo - invita caldamente la Provincia Autonoma di Trento, capofila nella realizzazione, a recedere da tali ipotesi progettuali e prevedere un efficiente servizio lacuale con il traghettamento dei ciclisti nelle tratte più pericolose della Gardesana Orientale e Occidentale. Tale proposta di traghettamento, per connettere tratte di ciclovia del Garda, fu presentata alcuni anni fa, presso la comunità Alto Garda e Ledro e non è stata minimamente presa in considerazione. Il Cmst ritiene inoltre importante procedere ad una completa e corretta pianificazione della mobilità sostenibile e coerente con gli strumenti pianificatori adottati dalle regioni Veneto e Lombardia e il piano provinciale della mobilità o il piano stralcio dell'Alto Garda e Ledro e della Vallagarina, previsti dalla LP 6/2017, attualmente non approvati".













