Per Djokovic ancora problemi: senza il vaccino non può entrare negli States e partecipare agli Indian Welles
Mentre altri Paesi che lo avevano respinto in passato (come l'Australia) hanno allentato le misure di ingresso gli Usa le hanno prolungate fino all'11 maggio. Lettera di due senatori al presidente Biden per concedere la deroga al tennista

MIAMI. Niente da fare per Novak Djokovic, il no vax dello sport non potrà parteciperà al torneo di Indian Wells perché gli Stati Uniti hanno esteso l'obbligo di vaccinazione per chi viene dall'estero fino all'11 maggio. La notizia è di queste ore ed è stata rilanciata su Twitter dal senatore Rick Scott, il quale ha evidenziato che la Homeland Security ha rifiutato la richiesta di deroga al vaccino di Djokovic.
Il senatore della Florida ha scritto una lettera a Biden assieme al suo pari Marco Rubio per chiedere che venga concessa la deroga richiesta dal tennista serbo per giocare sia il Miami Open che l'Indian Wells. "Siamo venuti a conoscenza del fatto che la sua amministrazione ha ricevuto una richiesta di deroga all'attuale obbligo di vaccino per i viaggiatori internazionali che entrano negli Stati Uniti da parte del tennista di prima fascia Novak Djokovic - si legge nella lettera -. Scriviamo per esortarvi a concedere la deroga richiesta, che è necessaria per consentire al signor Djokovic di competere nel torneo di tennis professionale Miami Open, che si terrà nel nostro stato natale, la Florida, a partire dal 19 marzo 2023".
"Il signor Djokovic è un atleta di livello mondiale in ottime condizioni fisiche che non è ad alto rischio di gravi complicazioni dovute alla Covid-19 - proseguono -. Sembra illogico e non in linea con le opinioni della vostra amministrazione non concedergli l'esenzione che ha richiesto per poter viaggiare negli Stati Uniti per competere in un evento professionale".
Come noto non è la prima volta che il campione di tennis si trova al centro di polemiche riguardanti la decisione personale di non vaccinarsi e, ormai da due anni, molte volte gli organizzatori dei tornei gli hanno impedito di prendere parte ad alcune dei tornei più importanti del mondo del tennis, compreso il famoso caso degli Australian Open. Ma non è tutto: c'è anche la sua presunta ''simpatia'' per la guerra di Putin in Ucraina e per la Russia a complicare ulteriormente le cose con quelle immagini di suo padre che festeggiava con i tifosi russi con tanto di ''Z'', simbolo dell'invasione dell'Ucraina, sulla maglietta di un supporter.














