Provinciali, dall'uso ''esasperato'' delle risorse idriche al ripopolamento di alcune specie ittiche. I pescatori chiedono ascolto dalla politica: "Le nostre priorità sono di interesse collettivo"
Dalle pagine de "Pescare in Trentino" l'appello firmato dall'Unione dei Pescatori in vista delle elezioni provinciali di domenica. L'associazione sottolinea il proprio ruolo responsabile di gestione del patrimonio ittico pubblico che vuol dire garantire prima di tutto la conservazione e, se necessario, il ripristino degli ambienti acquatici e della fauna ittica

TRENTO. “Ricordatevi delle priorità dei pescatori perché sono priorità di interesse collettivo”. E' questo l'appello che arriva dalle pagine di “Pescare in Trentino” per tutti i candidati elezioni provinciali che si terranno domenica 22 ottobre.
Un appello chiaro attraverso il quale i pescatori sottolineano il proprio “responsabile ruolo di gestione del patrimonio ittico pubblico” che vuol dire garantire prima di tutto la conservazione e se necessario il ripristino degli ambienti acquatici e della fauna ittica.
“Se il Progetto Politico (con la 'P' maiuscola) – scrivono i pescatori – non si ferma al presente ma guarda al domani, la tutela e il ripristino, ove possibile, della qualità ambientale dei laghi, fiumi e torrenti è un obiettivo ineludibile”.
Da qui il richiamo alla purtroppo “esasperazione” non sempre giustificata degli usi delle risorse idriche del Trentino. “Ogni amministratore serio – viene spiegato – dovrebbe ottimizzare l'utilizzazione, a sanare gli sprechi e a dissuadere gli abusi oltre a chiudere le falle visto che ci sono acquedotti comunali che perdono per strada oltre il 40% delle acque potabili derivate dalle sorgenti”.
Anche lo stato morfologico degli alvei, “in certi casi alterato in modo ingiustificato da espansioni urbanistiche, da usi impropri del territorio – spiegano i pescatori – o opere idrauliche devastanti, impone un nuovo approccio capace di programmare un ripristino sufficiente degli spazi vitali di fiumi e torrenti e di conseguenza anche di migliorare le condizioni ecologiche della qualità dell'acqua e la ricettività dell'habitat della fauna acquatica”.
C'è poi l'annosa problematica riguardante l'applicazione “impropria” della Direttiva Habitat alla gestione delle immissioni ittiche di ripopolamento, che attraverso un'interpretazione ministeriale ha portato a considerare come specie alloctone invasive e dannose presenze ampiamente diffuse e naturalizzate nel territorio alpino.














