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Bolzano
27 aprile | 12:01

Tra cormorani in crescita e trote da proteggere, l'appello dell'Unione Pescatori: “Servono più ripopolamenti e controlli”

L'Unione pescatori dell'Alto Adige chiede di  ridurre il numero di cormorani "a un livello ecologicamente accettabile". Anche i laghi di alta montagna sono stati al centro della discussione: "Il divieto totale di ripopolamento non solo mette a rischio la sopravvivenza di queste realtà ma a lungo termine comprometterebbe anche il controllo e la gestione di questi ambienti acquatici, spesso situati in aree remote”

di Redazione

BOLZANO. Dalla gestione dei cormorani, al futuro del ripopolamento della trota fario fino alla digitalizzazione dei permessi di pesca. Sono queste le principali problematiche sollevate dall'Unione Pesca Alto Adige (UPAA).

 

In tema di cormorani la loro presenza estiva è in aumento e la richiesta è quella di un programma di contenimento che possa andare avanti tutto l'anno. “Sebbene il programma di contenimento invernale in atto da quattro anni stia cominciando a dare i suoi frutti – ha spiegato il presidente dell'UPAA Markus Heiss - la presenza media invernale quest'anno è stata per la prima volta al di sotto della soglia dei 50 individui, con 46 esemplari - l'Upaa vede ancora un'urgente necessità di intervento. I dati dell'Ufficio Gestione fauna selvatica lo dimostrano in modo chiaro e inequivocabile: se vogliamo rafforzare in modo i popolamenti ittici nei corsi d’acque principali dell'Alto Adige, l'attuale regolamentazione è tutt'altro che sufficiente”.

 

Secondo Heiss, la crescente presenza estiva degli uccelli è particolarmente problematica. Ciò è dovuto al crescente numero di coppie riproduttive nelle regioni limitrofe e all’arrivo di giovani animali provenienti dalle colonie riproduttive del Nord Italia. “L'obiettivo di ridurre il numero di cormorani a un livello ecologicamente accettabile deve essere raggiunto al più presto”, ha chiesto il Presidente. Ha inoltre riconosciuto l'impegno dei pescatori altoatesini: “Lo dobbiamo ai nostri pescatori, perché senza il loro instancabile impegno per le nostre acque e la conservazione della fauna ittica locale, la situazione oggi sarebbe ancora più drammatica”.

 

Un altro punto focale ha riguardato i ripopolamenti di trota fario, considerata la principale specie ittica dei torrenti di montagna dell'Alto Adige. L'Unione è favorevole a continuare a gestire in modo mirato questa specie, ben radicata in molte acque, soprattutto nelle zone in cui la trota marmorata non è presente. “La pesca sostenibile è possibile solo se garantiamo attivamente l'esistenza dei nostri popolamenti ittici, il che significa che la tutela delle specie ittiche e le esigenze della pesca devono andare di pari passo”, ha spiegato Heiss. L'Upaa chiede quindi che la trota fario venga equiparata alle specie autoctone in alcune acque e che, sull'esempio del Trentino e di altre regioni italiane, vengano nuovamente consentiti ripopolamenti moderati laddove necessario.

 

Anche i laghi di alta montagna sono stati al centro della discussione. Spesso rappresentano le uniche acque gestite da diverse piccole associazioni di pesca. “Il divieto totale di ripopolamento non solo mette a rischio la sopravvivenza di queste realtà – viene spiegato - ma a lungo termine comprometterebbe anche il controllo e la gestione di questi ambienti acquatici, spesso situati in aree remote”. L'Upaa ha sottolineato che un ripopolamento moderato con pesci di misura non compromette lo stato ecologico nei laghi già popolati stabilmente da secoli da specie come il salmerino alpino e la sanguinerola. L'obiettivo è mantenere l’attrattività di queste acque per la pesca e, allo stesso tempo, valorizzare anche lo sfruttamento sostenibile delle specie selvatiche che qui per natura non crescono molto.  

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