Quattro casi di legionella nel Bellunese, un paziente ricoverato in rianimazione. L'Ulss: "Nessun collegamento epidemiologico"
L'Ulss Dolomiti: "I primi approfondimenti relativi ai quattro pazienti segnalati nel Bellunese non hanno messo in evidenza alcun link epidemiologico tra i singoli casi, che si configurano quindi ad oggi come casi sporadici"

BELLUNO. Nell'ultima settimana il Dipartimento di prevenzione dell'Ulss Dolomiti ha ricevuto 4 segnalazioni di casi di legionellosi. Si tratta di casi non collegati fra loro ma diagnosticati tutti nel Bellunese: "Ci vorrà tempo per ricostruire quanto accaduto", viene permesso a Il Dolomiti dagli esperti.
Si tratta di "quattro persone che vivono in contesti diversi e che hanno tutte contratto la legionella". Il primo caso è relativo ad un residente a Belluno che lavora in attività di sfalcio erba e che è attualmente ricoverato in rianimazione a Padova. Un secondo caso è relativo invece a un uomo residente a Venezia, "che aveva soggiornato da inizio luglio ad Auronzo di Cadore in appartamento in affitto e attualmente ricoverato nel reparto di Medicina a Pieve di Cadore".
Anche un residente di Sospirolo ha contratto la legionella: "aveva soggiornato fino alla prima settimana di luglio a Bibione in appartamento di sua proprietà. Dopo essersi ammalato è stato ricoverato in Pneumologia a Belluno". Quarto e ultimo caso, segnalato ieri pomeriggio a Fonzaso, "una persona domiciliata in Molise, attualmente ricoverata in Pneumologia a Belluno". Si tratta di quattro casi non collegati fra loro, vicende che andranno ora ricostruite con maggiore precisione.
In generale, la 'malattia del legionario' è un'infezione polmonare causata da batteri presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali: "Viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente 'legionella', oppure di particelle derivate per essiccamento - viene spiegato dall'Ulss -. Le goccioline si possono formare sia spruzzando l'acqua che facendo gorgogliare aria in essa, o per impatto su superfici solide".
Fattori predisponenti la malattia sono l'età avanzata, il fumo di sigaretta, la presenza di malattie croniche e l'immunodeficienza. La legionella, come malattia umana, rimane rara: i tassi d'attacco nel corso di focolai epidemici sono bassi, inferiori al 5%. Dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni, la malattia si manifesta come una polmonite infettiva, con o senza manifestazioni extrapolmonari. Nei casi meno gravi l’esordio può essere insidioso con febbre, malessere, osteoartralgie, tosse lieve. A volte possono essere presenti sintomi gastrointestinali, neurologici e cardiaci: alterazioni dello stato mentale sono comuni.
"I primi approfondimenti relativi ai 4 pazienti del Bellunese non hanno messo in evidenza alcun link epidemiologico tra i singoli casi, che si configurano quindi ad oggi, come casi sporadici. I tecnici del Dipartimento di prevenzione hanno pianificato prelievi di acqua nelle strutture a potenziale rischio correlate ai singoli casi. Sono state effettuate le comunicazioni di riti alle altre Ulss interessate per residenza, residenza temporanea e domicilio".














