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Belluno
27 luglio | 10:20

Quattro casi di legionella nel Bellunese, un paziente ricoverato in rianimazione. L'Ulss: "Nessun collegamento epidemiologico"

L'Ulss Dolomiti: "I primi approfondimenti relativi ai quattro pazienti segnalati nel Bellunese non hanno messo in evidenza alcun link epidemiologico tra i singoli casi, che si configurano quindi ad oggi come casi sporadici"

Quattro casi di legionella nel Bellunese, un paziente ricoverato in rianimazione

BELLUNO. Nell'ultima settimana  il Dipartimento di prevenzione dell'Ulss Dolomiti ha ricevuto 4 segnalazioni di casi di legionellosi. Si tratta di casi non collegati fra loro ma diagnosticati tutti nel Bellunese: "Ci vorrà tempo per ricostruire quanto accaduto", viene permesso a Il Dolomiti dagli esperti.

 

Si tratta di "quattro persone che vivono in contesti diversi e che hanno tutte contratto la legionella". Il primo caso è relativo ad un residente a Belluno che lavora in attività di sfalcio erba e che è attualmente ricoverato in rianimazione a Padova. Un secondo caso è relativo invece a un uomo residente a Venezia, "che aveva soggiornato da inizio luglio ad Auronzo di Cadore in appartamento in affitto e attualmente ricoverato nel reparto di Medicina a Pieve di Cadore".

 

Anche un residente di Sospirolo ha contratto la legionella: "aveva soggiornato fino alla prima settimana di luglio a Bibione in appartamento di sua proprietà. Dopo essersi ammalato è stato ricoverato in Pneumologia a Belluno". Quarto e ultimo caso, segnalato ieri pomeriggio a Fonzaso, "una persona domiciliata in Molise, attualmente ricoverata in Pneumologia a Belluno". Si tratta di quattro casi non collegati fra loro, vicende che andranno ora ricostruite con maggiore precisione.

 

In generale, la 'malattia del legionario' è un'infezione polmonare causata da batteri presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali: "Viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente 'legionella', oppure di particelle derivate per essiccamento - viene spiegato dall'Ulss -. Le goccioline si possono formare sia spruzzando l'acqua che facendo gorgogliare aria in essa, o per impatto su superfici solide".

 

Fattori predisponenti la malattia sono l'età avanzata, il fumo di sigaretta, la presenza di malattie croniche e l'immunodeficienza. La legionella, come malattia umana, rimane rara: i tassi d'attacco nel corso di focolai epidemici sono bassi, inferiori al 5%. Dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni, la malattia si manifesta come una polmonite infettiva, con o senza manifestazioni extrapolmonari. Nei casi meno gravi l’esordio può essere insidioso con febbre, malessere, osteoartralgie, tosse lieve. A volte possono essere presenti sintomi gastrointestinali, neurologici e cardiaci: alterazioni dello stato mentale sono comuni.

 

"I primi approfondimenti relativi ai 4 pazienti del Bellunese non hanno messo in evidenza alcun link epidemiologico tra i singoli casi, che si configurano quindi ad oggi, come casi sporadici. I tecnici del Dipartimento di prevenzione hanno pianificato prelievi di acqua nelle strutture a potenziale rischio correlate ai singoli casi. Sono state effettuate le comunicazioni di riti alle altre Ulss interessate per residenza, residenza temporanea e domicilio".

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