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| 21 feb 2023 | 11:51

Sulla Gardesana torna “l’incubo” degli automobilisti: reinstallato l’autovelox che era stato danneggiato a colpi di fionda

Dopo le dovute riparazioni (era stato colpito con biglie d’acciaio) l’autovelox di Pai, a Torri del Benaco, è tornato al suo posto, pronto a sanzionare chi supera i limiti di velocità 

Sulla Gardesana torna “l’incubo” degli automobilisti: reinstallato l’autovelox che era stato danneggiato a colpi di fionda
Foto gruppo Facebook "Sei di Malcesine se"
di T.G.

TORRI DEL BENACO. A fine gennaio qualcuno, molto probabilmente per vendicarsi delle multe, aveva danneggiato l’autovelox di Pai, a Torri del Benaco, che si trova lungo la strada statale 249 della “Gardesana Orientale”. Ignoti, armati di fionda e biglie d’acciaio, hanno colpito l’apparecchio che nei giorni scorsi era stato rimosso per le dovute riparazioni.

 

Ora però il famigerato autovelox è stato reinstallato. L'apparecchio è diventato a suo modo una celebrità, uno spauracchio per gli automobilisti. D'altra parte il numero di sanzioni è impressionante: dal 12 agosto al 30 ottobre sono state circa 13.900 con una media di oltre 180 multe giornaliere. 


L’autovelox però, come spiegava a Il Dolomiti il sindaco di Torri del Benaco Stefano Nicotra, era stato posizionato perché in quel tratto di strada, in 150 metri, ci sono 4 passaggi pedonali e quasi nessuno rispettava i limiti di velocità. Questa vicenda è arrivata addirittura il Parlamento. La deputata trentina di Fratelli d'Italia, Alessia Ambrosi, ha sottoscritto un'interrogazione per chiedere se lo strumento sia omologato o meno. 

 

Inoltre dal gruppo Altvelox, struttura tecnico-legale che è parte integrante dell’Associazione nazionale dei consumatori e delle micro imprese “Migliore tutela”, avevano fatto sapere di essere pronti a dare battaglia al marchingegno. “Lo faremo rimuovere. Nei giorni scorsi abbiamo notificato al prefetto di Verona e al sindaco Nicotra una diffida ad adempiere in autotutela per sospendere le rilevazioni. Auspichiamo che la questione venga chiusa presto dalle autorità nei modi richiesti diversamente procederemo a inoltrare la questione alla Procura della Repubblica”. Insomma la battaglia è ancora aperta. 

 

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