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| 03 gen 2023 | 11:36

Tamponi rapidi, dopo Report è scontro tra Zaia e Crisanti, solidarietà di Ambrosi al governatore: ''Uso indecente e strumentale delle intercettazioni''

E' bene chiarire che è in corso un processo sulla vicenda. In uno studio, pubblicato anche su Nature, Crisanti aveva spiegato che questi tamponi rapidi sono efficaci solo nel 70 per cento dei casi ma in Veneto sarebbero stati ritenuti molto sicuri, viene spiegato durante la trasmissione Report, tanto da usarli anche in settori delicati. A poche ore dalla diffusione  delle intercettazioni in cui cui Zaia esprime la propria ostilità nei suoi confronti, Andrea Crisanti ha deciso di lasciare l’Ateneo di Padova

Tamponi rapidi, dopo Report è scontro tra Zaia e Crisanti, solidarietà di Ambrosi al governatore

PADOVA. E' scontro in Veneto dopo il servizio mandato in onda ieri sera dalla trasmissione d'inchiesta Report e che ha riguardato in particolare, la gestione della pandemia nella sua seconda fase e il grosso utilizzo dei test rapidi. (QUI IL LINK DELLA TRASMISSIONE COMPLETA )

 

A far discutere è una intercettazione mandata in onda e che riguarda il governatore Luca Zaia (Che è bene chiarire non risulta in alcun modo indagato nella vicenda). “Sono qua a rompermi i coglioni da 16 mesi, stiamo per portarlo allo schianto e voi andate a concordare la lettera per togliere le castagne dal fuoco al Senato Accademico per sistemare Crisanti!” sono queste le parole che sarebbero state pronunciate da Zaia nei confronti del microbiologo, oggi anche senatore del Partito Democratico, Andrea Crisanti.

 

Che tra il governatore e l’attuale senatore del Partito Democratico non corresse buon sangue è nota da ormai diverso tempo. Tutto parte dallo studio fatto da Crisanti che screditava i test rapidi acquistati dal Veneto e da altre regioni. Nella trasmissione, viene spiegato da Sigfrido Ranucci “Assieme al Veneto si sono accodate anche Lombardia, Lazio, Friuli Venezia Giulia, la Provincia autonoma di Trento per una fornitura totale di 148 milioni di euro di tamponi rapidi”.

 

Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta a Padova durante la quale i pm avrebbero scoperto che Roberto Rigoli, direttore della microbiologia di Treviso, non ha svolto il compito di certificare l’idoneità dei test che poi sono stati usati in grossa quantità. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per lui e per Patrizia Simonato, l'allora direttrice generale di Azienda Zero, centrale regionale degli acquisti. E' proprio dagli atti di questa inchiesta che uscirebbero le intercettazioni di Luca Zaia. Lo studio del professor Crisanti smontava l'efficacia dei test rapidi acquistati dal Veneto e dalle altre cinque regioni con una maxi commessa da 148 milioni di euro.

 

In poche parole, secondo lo studio portato avanti dal microbiologo, questi tamponi rapidi sono efficaci solo nel 70 per cento dei casi e quindi possono essere utilizzati per la diagnosi ma non per lo screening. “Hanno dei filtri, delle maglie molte ampie” ha spiegato Crisanti durante la trasmissione Report. Un lavoro, quello di Crisanti, che ha ovviamente a scontrarsi con le scelte fatte dalla Regione Veneto che ne ha comunque fatto un uso importante anche in settori delicati. Come già detto sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta ed è in corso un processo che dovrà stabilire, se ci sono, le varie responsabilità. 

 

A poche ore dall'annuncio di Report della diffusioni delle intercettazioni in cui cui Zaia esprime la propria ostilità nei suoi confronti, Andrea Crisanti ha deciso di lasciare l’Ateneo dove era arrivato da Londra come professore ordinario di microbiologia e microbiologia clinica. "Inseguiro' Zaia fino alla fine del mondo per inchiodarlo su qualsiasi responsabilita' che possa avere nei miei confronti. Questo regime di intimidazione nel Veneto deve finire" ha spiegato il microbiologo su un'intervista rilasciata oggi a La Repubblica. "Ho fatto l'accesso agli atti dell'inchiesta - ha affermato Crisanti - e si capisce che Zaia e' l'orchestratore della campagna di diffamazione e discredito. Io stavo solo cercando di salvaguardare la Regione, informando che era una follia utilizzare tamponi rapidi per lo screening durante la seconda ondata di covid".

 

Sulla vicenda, dopo il servizio mandato in onda da Report, ad intervenire è stata la deputata trentina di Fratelli d'Italia Alessia Ambrosi che ha espresso la propria solidarietà a Zaia. "La mia piena, totale solidarietà al Governatore del Veneto Luca Zaia, che ha svolto un lavoro encomiabile e generoso durante l'emergenza Covid alla guida di una regione che ha peraltro battuto tutti i record per crescita e sviluppo economico. Le polemiche scatenate contro di lui dal virologo Andrea Crisanti, poi candidatosi col Pd, in nulla intaccano la sua integrità e il suo valore di uomo e di amministratore. La vera vergogna, in questa vicenda, è l'uso indecente e strumentale di intercettazioni telefoniche ai danni del Governatore Zaia, nemmeno lontanamente indagato, intercettazioni date in pasto alla stampa seguendo un sistema barbaro indegno di una Nazione civile".

 

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