Tra colf e badanti, in un anno il Trentino perde oltre 700 lavoratori domestici. La fotografia dell'Inps e l'ombra del lavoro nero
A livello nazionale i lavoratori domestici con contributi all’Inps sono stati 894.299, il 7,9% in meno rispetto al 2021 (-76.548 lavoratori). Una decrescita che ha interessato anche il Trentino

TRENTO. Con la fine della pandemia calano anche i lavoratori domestici regolari. La situazione è stata fotografata nei giorni scori dall'osservatorio dell'Inps e mostra un andamento in decrescita che interessa la gran parte del Paese, compreso il Trentino.
La flessione si presenta dopo gli incrementi del biennio 2020-2021 dovuti ad una spontanea regolarizzazione di rapporti di lavoro per consentire ai lavoratori domestici di recarsi al lavoro durante il periodo di lockdown e all’entrata in vigore del decreto “Rilancio”che ha regolamentato l’emersione di rapporti di lavoro irregolari.
La situazione in numeri
Nel 2022 i lavoratori domestici con contributi all’Inps sono stati 894.299, il 7,9% in meno rispetto al 2021 (-76.548 lavoratori).
Con l’incremento di lavoratori del biennio 2020-2021, il peso delle donne è diminuito e nel 2022 si attesta all’86,4%. Gli uomini, scendendo nel 2022 a 121.374 unità, fanno registrare un decremento di oltre il 18% rispetto al 2021.
Nel 2022 la distribuzione territoriale dei lavoratori domestici in base al luogo di lavoro evidenzia che il Nord-Ovest è l’area geografica che, con il 30,8%, presenta il maggior numero di lavoratori, seguita dal Centro con il 27,2%, dal Nord-Est con il 20,3%, dal Sud con il 12,4% e dalle Isole con il 9,3%.
La regione che presenta il maggior numero di lavoratori domestici, sia per i maschi che per le femmine, è la Lombardia, con una percentuale del 19,5%, seguita dal Lazio (13,8%), dall’Emilia-Romagna (8,8%) e dalla Toscana (8,7%). In queste quattro regioni si concentra poco più della metà dei lavoratori domestici in Italia.
In Trentino
In Trentino i lavoratori domestici contribuenti nel 2022 sono 5.842, in calo rispetto all’anno precedente (nel 2021 erano 6.582).
La fascia d’età più frequente fra i lavoratori è 55 – 59 anni, e attorno a questo intervallo si posiziona la maggior parte delle persone occupate.














