Trentini nel mondo, storia del giovane pianista Stefano Visintainer, "Inseguendo il mio sogno di musica, ho scelto Spagna e Portogallo per vivere e lavorare"
Nato nel 1991 a Trento, a otto anni realizza il suo sogno di imparare a suonare il pianoforte. Ottiene il diploma al Conservatorio e da lì ha inizio la sua brillante carriera, tra esibizioni e concorsi in Italia e all'estero. Nel 2017 inizia la sua collaborazione con l'Accademia Fernandes Fão nel Nord del Portogallo, dove dal 2020 è docente. "E' stato difficile lasciare la famiglia e gli amici, ma ho anche imparato ad esplorare scenari nuovi e affrontare nuove sfide"

TRENTO. “Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni”.
Usiamo questa citazione di Paulo Coelho perché ci sembra adatta per raccontare questa storia di migrazione recente. E' la storia di Stefano Visintainer, 32enne musicista trentino, che nel 2017 ha deciso di lasciare il Trentino per andare a vivere e lavorare tra Spagna e Portogallo, inseguendo il suo sogno di musica.
Un sogno che Stefano coltiva fin da bambino. “Ho iniziato a prendere lezioni private di pianoforte a otto anni e poco dopo ho deciso di prepararmi per l'ammissione al conservatorio, ottenendola all'età di 10 anni – racconta a Il Dolomiti. - Da quel momento ha avuto inizio il percorso pianistico-accademico. Nove anni dopo, ho ottenuto il diploma di pianoforte con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Trento. Il sogno fin da subito era quello di diventare pianista e musicista a tutto tondo. Ho iniziato il mio approccio allo strumento improvvisando spesso e facendo dei tentativi di composizione ancor prima di possedere i mezzi tecnici per potermi esprimere”.
“La composizione, per me, è un mezzo di espressione potentissimo – aggiunge. - Ricordo ancora i pomeriggi d’estate spesi interamente al pianoforte alla ricerca di melodie e scoprendo così la magia dello strumento. Non ho mai pensato ad un altro strumento che non sia il pianoforte, in quanto la sua estensione apre uno spazio infinito di possibilità sonore. Tuttora dedico dei momenti all’improvvisazione, lo ritengo come un rito che preserva la spontaneità musicale e rappresenta un'occasione di ispirazione”.
Nel corso della sua giovane carriera, Stefano ha partecipato a competizioni nazionali e internazionali, ottenendo numerosi successi. Ma ha anche avuto la fortuna e l'onore “di suonare ed imparare da grandi maestri, come Andrea Lucchesini, Anna Kravtchenko, Leonid Margarius, Massimiliano Damerini, Lilya Zilberstein per citarne alcuni. La musica mi ha dato tanto, su più fronti. Ho avuto modo di suonare molta musica da camera in diverse formazioni: duo violino pianoforte, duo flauto pianoforte, due pianoforti e percussioni e molti altri. Queste esperienze mi hanno segnato, cambiando il mio modo di suonare”.
Stefano spazia dalla musica classica a quella leggera. “Ho partecipato come arrangiatore e pianista al concorso CantaCles, concorso canoro dedicato alla musica leggera/pop e sempre come pianista arrangiatore all’evento Tedx Trento 2019. Ho collaborato come pianista anche per alcuni cori del Trentino: per citarne uno, la Corale Antares diretta dal Maestro Giorgio Larcher, considerato un guru della musica in Trentino. Posso dire di aver trovato in lui non solo un maestro, ma una guida, un amico che mi accompagna da sempre, la sua sensibilità artistica e quella umana sono doni preziosi”.
Nel 2017 arriva la svolta. Quell'anno, infatti, Stefano ha partecipato come docente esterno ad una masterclass di pianoforte per l’Accademia Fernandes Fão nel Nord del Portogallo, dove ha tenuto delle lezioni per gli studenti e ha suonato in concerto per il loro festival. “E dopo numerosi viaggi tra Spagna e Portogallo - dice, - nel 2020 ho ricevuto una proposta di lavoro come docente di pianoforte presso la stessa Accademia portoghese”.
Da lì è iniziata la sua storia di migrante. Una storia che per Stefano non è stata facile. “Con dolore ho deciso di lasciare il Trentino – racconta. - Si sa, dal Trentino si dice spesso di fuggire in cerca di opportunità, ma poi non si vede l'ora di tornare. La nostra regione è un piccolo paradiso e l’amore per le montagne resta così vivo in me da farmi rientrare spesso appena ne ho l’occasione. Ho deciso di trasferirmi in Spagna, nella stessa città dove avevo studiato durante l’Erasmus presso il Conservatorio Superiore di Vigo, in Galizia, regione che confina con il Portogallo. Quindi, attualmente vivo in Spagna e vado a lavorare in Portogallo”.
Stefano oggi è docente di pianoforte e pianista accompagnatore presso l’Accademia di Musica di Valença. Per lui è il risultato di un lungo percorso di studio e perfezionamento, anche della lingua. “Ho iniziato a lavorare senza conoscere una parola, ma in pochi mesi, ascoltando le lezioni degli altri docenti, ho imparato sufficienti termini per cavarmela e per me si è rivelata una grande opportunità”.
Ma Stefano non nasconde la nostalgia per la sua terra di origine: “Amo le montagne, lo sci di fondo, la natura e le lunghe camminate sulle Dolomiti. Mi mancano molto. Lasciare la famiglia, gli amici, le persone che mi sono sempre state vicine è stato molto doloroso. Però ho anche imparato ad apprezzare l'opportunità di allontanarmi dalla mia zona di comfort per esplorare scenari nuovi e affrontare nuove sfide”.
E tra le altre sfide affrontate c'è anche il conseguimento di un Master in pedagogia musicale in lingua portoghese, che Stefano ha recentemente conseguito all'Università di Oporto. “Si tratta di una specializzazione didattico-pedagogica del musicista, prevista dal sistema portoghese – spiega. - Questa esigenza nasce dalla consapevolezza che un eccellente strumentista non sia necessariamente un eccellente insegnante. Non è stato facile. Il percorso si è concluso il 27 novembre di quest'anno con la cerimonia ufficiale di consegna dei diplomi. La mia tesi aveva come tema 'Il professore in casa: il tutorial come supporto per gli studenti di pianoforte' e aveva l'obiettivo di esplorare il mondo delle piattaforme virtuali di apprendimento nel contesto dello studio dello strumento, promuovendo un approccio autonomo agli studi anche in situazioni particolari come quella della pandemia”.
Guardando al futuro, in cantiere ci sono molto progetti. “Sarò impegnato con il duo pianistico 'The Rite Duo' insieme a Marco Rinaudo, con cui portiamo in concerto pagine note e meno note del repertorio per pianoforte a quattro mani. Nel 2024 ci sarà poi il lancio del disco registrato a Riva del Garda al Metró Rec guidato da Marco Sirio Pivetti. Abbiamo deciso di incidere il programma intitolato 'L’Italia nel pianoforte a quattro mani', dedicato ai compositori italiani di fine ottocento e inizio novecento come Busoni, Martucci, Respighi e Casella. Infine - conclude, - sono in programma progetti che seguono l'onda dell'ultima composizione pubblicata sui social media intitolata 'Atlantic Blow'. Il progetto ha preso spunto da alcuni temi popolari di un gruppo della Galizia, rielaborandoli in chiave virtuosistica per pianoforte. L'intero videoclip è stato registrato nello scenario della scogliera presso il faro di Cabo Ortegal, nel nord della Galizia. Mi piacerebbe molto continuare questo progetto”.
Sono tanti, dunque, i sogni e i progetti nel cassetto per Stefano. E, per concludere ancora una citazione di Paulo Coehlo, “tutto l'universo cospira affinché chi lo desidera con tutto se stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni”.













