Un vaccino per il virus respiratorio sinciziale, i primi ''incoraggianti'' risultati pubblicati dal New England Journal: c'è anche l'Italia con l'Ulss1 Dolomiti
Ad oggi non esistono ancora vaccini disponibili per questa fascia di popolazione, che può sviluppare una forma grave della patologia associata all’infezione. Questo studio ha recentemente pubblicato i primi positivi risultati relativi alla prima stagione RSV (aprile 2021 – ottobre 2022), sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine. La direttrice De Marco: ''E’ un orgoglio che l'Ulss Dolomiti partecipi a questa importante ricerca''

BELLUNO. Il virus respiratorio sinciziale (Rsv) causa ogni anno 21.000 ricoveri e 3.500 decessi in Italia ed è una delle principali cause di bronchioliti e polmoniti al mondo. E anche se è conosciuto dal 1956, solo negli ultimi anni la ricerca ha deciso di affrontarlo per cercare di mettere al sicuro le fasce di popolazione più esposte come gli anziani. Proprio in questi giorni sono stati pubblicati sul New England Journal i risultati preliminari dello studio clinico denominato AReSVi-006, al quale ha partecipato anche il Dipartimento di Prevenzione dell’ Ulss Dolomiti.
Risultati che la stessa Ulss di Belluno definisce ''incoraggianti''. Questo studio clinico di fase III (ultima fase prevista dalle sperimentazioni cliniche prima che il farmaco/vaccino entri in commercio per l'indicazione studiata) valuta la sicurezza e l’efficacia del vaccino sperimentale RSVPreF3 OA nel prevenire infezioni respiratorie da RSV (Virus Respiratorio Sinciziale), negli adulti over 60.
Ad oggi non esistono ancora vaccini disponibili per questa fascia di popolazione, che può sviluppare una forma grave della patologia associata all’infezione. Questo studio ha recentemente pubblicato i primi positivi risultati relativi alla prima stagione RSV (aprile 2021 – ottobre 2022), sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine. Si tratta della prima pubblicazione di dati di efficacia di un vaccino contro RSV in uno studio clinico di fase III. I soggetti arruolati, in maniera spontanea, saranno seguiti per due ulteriori stagioni RSV e pertanto ulteriori dati saranno raccolti relativamente alla sicurezza e all’efficacia del vaccino.
Lo studio internazionale AReSVi-006 coinvolge 17 Paesi in tutto il mondo ed ha arruolato circa 25.000 soggetti. I centri clinici italiani coinvolti nella sperimentazione sono 17, tra cui il Dipartimento di Prevenzione dell’ Ulss Dolomiti con Sperimentatore Principale Sandro Cinquetti, Direttore del Dipartimento di Prevenzione, con i medici Nahuel Fiorito, Giulia De Mattia e un'equipe di quattro assistenti sanitarie.
"E’ un orgoglio che l'Ulss Dolomiti partecipi a questa importante ricerca internazionale contribuendo al raggiungimento di questi primi interessanti risultati. Le infezioni da RSV, assieme alle infezioni da Covid e da virus influenzale, rappresentano un importante capitolo di patologia respiratoria, soprattutto a danno di bambini ed anziani. Poter disporre, speriamo a breve, di un vaccino efficace e sicuro contro il RSV sarebbe di grande utilità preventiva." osserva Maria Caterina De Marco, Direttrice Sanitaria dell'Ulss Dolomiti.












