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| 03 lug 2023 | 12:46

Volgarità e battute sessiste al Maxxi: bufera su Sgarbi. Interviene Poggio: “Chi governa in Trentino continua a ritenerlo adatto alla presidenza del Mart?”

La prorettrice alle politiche di equità e diversità dell'Università di Trento, Barbara Poggio, è intervenuta dopo le polemiche seguite alla serata di debutto dell'Estate al Maxxi di Roma, nella quale il sottosegretario del ministero della Cultura Vittorio Sgarbi si è reso protagonista di un 'duetto' con Morgan tra insulti, parolacce e battute sessiste: “Se questa è l'egemonia culturale a cui si punta, è chiara la ragione per cui le iniziative mirate alla promozione di una cultura di genere paritaria siano tanto osteggiate

TRENTO. É bufera su Vittorio Sgarbi dopo la serata d'inaugurazione dell'Estate al Maxxi, il museo romano dedicato al XXI Secolo, nella quale il sottosegretario del ministero della Cultura (e, tra i vari ruoli, presidente del Mart) si è lasciato andare ad una sorta di 'duetto' con Morgan tra insulti, parolacce e battute sessiste.

 

Nel corso della serata Sgarbi si è (tra le altre cose) vantato del numero di donne con le quali ha avuto rapporti sessuali (a precisa domanda il critico d'arte avrebbe risposto di “non avere un contatore all'uccello” ma “posso risponderle con il amico Califano: ma tre al mese me li vuoi dare? Sono proprio una media piccola piccola”), insultando uno sconosciuto che l'ha chiamato al telefono (“Pronto? Chi caz** sei? Cornuto”) e facendo una sorta di 'elogio' ai genitali maschili (“Houellebecq dice che c'è un momento della vita in cui noi conosciamo un solo organo: il caz**. Il caz** è un organo di conoscenza, cioè di penetrazione, serve a capire. Poi, dopo i 60 anni, scopri che ci sono anche altri organi, c'è per esempio il colon, il pancreas, la prostata. Io non sapevo che caz** fosse 'sta prostata, mai incontrata, a un certo punto sui 67 appare la prostata e tu devi fare i conti con questa tro** putt*** di mer** che non hai mai incontrato in vita tua. Il caz** se ne va e arriva la prostata”).

 

Le parole del sottosegretario alla Cultura hanno come detto scatenato un polverone che ha portato alle scuse del presidente del museo, il giornalista Alessandro Giuli, e alla presa di distanza del ministro Sangiuliano (“La libertà di pensiero è sacrosanta ma non deve mai scadere nella volgarità”).

 

Come anticipato però, oltre ad essere sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi è anche presidente del Mart e nelle ultime ore è arrivato anche l'intervento della prorettrice alle politiche di equità e diversità dell'Università di Trento Barbara Poggio, che ha chiesto alle autorità provinciali se ritengano il critico d'arte ancora “adatto alla presidenza” del museo trentino. Ecco il suo intervento integrale.

 

All’inizio del 2019, poco dopo aver cancellato i corsi di educazione alla relazione di genere nelle scuole, con la motivazione che non fossero allineati ai propri valori, il governo della Provincia Autonoma di Trento nominava Vittorio Sgarbi alla presidenza del MART, il principale museo d’arte trentino. Già allora avevo espresso perplessità per la scelta di affidare un ente culturale così rilevante a un uomo che non solo aveva collezionato una lunga serie di condanne civili e penali per ingiuria, diffamazione e truffa, ma aveva fatto della volgarità, della caciara e della cafoneria la sua cifra distintiva.

 

Qualche mese fa, quando Vittorio Sgarbi era intervenuto con l’ennesima trivialità nel corso di un programma sulla televisione pubblica, dicendo (peraltro di fronte alle sue figlie) che tutte le ragazze nate nel 2000 erano tr**, mi era capitato di raccogliere i commenti amareggiati di alcune studentesse, che non riuscivano a capacitarsi che a pronunciare queste parole fosse proprio il presidente di una delle principali istituzioni culturali della provincia, nella totale indifferenza degli esponenti politici che gli avevano affidato quel ruolo.

 

Dopo l’ennesimo e becero spettacolo offerto a Roma nei giorni scorsi, in un evento pubblico presso un altro importante sito museale, torno a chiedere se davvero chi governa questo territorio continui a ritenere che quest’uomo sia la persona adatta per ricoprire quella posizione.

 

Se tuttavia sono questi i valori in cui il governo provinciale si riconosce, se è questa l'egemonia culturale a cui si punta, è chiara la ragione per cui le iniziative mirate alla promozione di una cultura di genere paritaria siano tanto osteggiate.

 

Per maggiore coerenza sarebbe però utile che i rappresentanti del governo smettessero di esprimere cordoglio e dispiacere di fronte ai casi di violenza che periodicamente colpiscono anche le donne trentine, perché è proprio della stessa tossicità sessista celebrata dagli interventi di Sgarbi che si nutre la violenza contro le donne”.

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