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Trento
12 giugno | 16:36

All'ospedale Santa Chiara 12 nuovi posti letto per pazienti con patologie acute, ecco la nuova area di terapia semi-intensiva

I posti sono suddivisi in quattro stanze e la nuova area accoglierà i pazienti gravi ma che non necessitano di ricovero in terapia intensiva, 2 milioni e 830mila euro il costo complessivo dell'opera

TRENTO. L'ospedale Santa Chiara di Trento ha una nuova area di terapia semi-intensiva con dodici posti letto destinati ai pazienti più critici di medicina interna.

 

L’area ad alta intensità – che è stata ufficialmente inaugurata oggi, mercoledì 12 giugno, dal direttore generale di Apss Antonio Ferro – occupa una superficie di 475 metri quadrati al sesto piano dell'ala est dell'ospedale, all'interno dell'unità operativa di medicina interna.

 

“I dodici nuovi posti letto sono suddivisi in quattro stanze: due da quattro posti e altrettante da due posti, queste ultime dotate di spazio filtro in ingresso e utilizzabili per pazienti immunodepressi o sospetti infetti” ha spiegato la direttrice del dipartimento infrastrutture Debora Furlani, specificando: “Tutti i posti letto hanno una dotazione tecnica e tecnologica che consente di utilizzarli anche come posti di terapia intensiva, in linea con quanto previsto dalle linee di indirizzo per il potenziamento della rete ospedaliera per l’emergenza Covid, con tre posti letto che sono utilizzabili anche per l’emodialisi”

 

All'inaugurazione erano presenti anche l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina, l’assessora all’urbanistica e sviluppo economico del Comune di Trento Monica Baggia, il direttore dell’ospedale Santa Chiara Michele Sommavilla e il direttore dell’Unità operativa di medicina interna Vito Racanelli.

 

“L'inaugurazione di questo reparto è un momento importante perché rappresenta l'ennesima dimostrazione della qualità della medicina in Trentino, una medicina che si basa sull'investimento in strutture e attrezzature ma soprattutto sull'alta professionalità degli operatori e, elemento fondamentale quando ci si rapporta con persone ad alta fragilità, sull'umanità –  ha dichiarato l'assessore Mario Tonina – e la comunità trentina può contare su un sistema sanitario di prim'ordine proprio perché in esso sono presenti tutte queste caratteristiche. I professionisti del nostro sistema sanitario possono stare certi della considerazione che la comunità riserva loro. Rivolgo dunque un ringraziamento a tutti coloro che con impegno, ogni giorno, iniziano il loro turno di lavoro con il proposito di aiutare gli altri, con competenza e cuore”.

 

Oltre alle quattro stanze, sono stati allestiti anche una serie di locali di supporto: dai bagni ai depositi sporco/pulito, ai locali destinati ai medici e ai coordinatori fino al locale infermieri dotato di postazioni lavoro, zona di controllo centrale di monitoraggio e sistema audio-video di sorveglianza e zona di preparazione terapie, con il costo complessivo dell'opera che ammonta a 2 milioni e 830mila euro.

 

“Nella medicina interna ad alta intensità sono ricoverati i pazienti provenienti dal pronto soccorso con patologie acute e instabilità clinica, ma che non hanno bisogno di supporto invasivo delle funzioni vitali –  ha sottolineato il direttore della medicina interna Vito Racanelli – e vengono accolti qui anche i pazienti che peggiorano nel corso di un ricovero in altri reparti e quelli provenienti dalle varie terapie intensive, in miglioramento ma non ancora in grado di essere affidati ad altri reparti perché necessitano di monitoraggio, trattamenti o di 'svezzamento' da metodiche di supporto vitale, con le patologie più frequentemente trattate che sono gli shock, le gravi insufficienze cardiocircolatorie e respiratorie, le sepsi e gli scompensi metabolici”.

 

Ad evidenziare, infine, l'importanza della nuova area è stati il direttore generale di Apss Antonio Ferro, specificando come questa “sia importante in un’ottica di sviluppo di modelli assistenziali impostati su una logica di riconversione strutturale dei posti letto di terapia intensiva che ci consenta di fronteggiare con efficienza un’eventuale emergenza”.

 

“La strada sul fronte degli investimenti è tracciata e ci impegneremo al massimo perché il nuovo ospedale di Trento diventi presto realtà e, contestualmente, continueremo a rafforzare una struttura strategica come il Santa Chiara – ha concluso Ferro – e ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto, dalla pianificazione, alla costruzione, alla formazione del personale: uno sforzo collettivo che ha richiesto professionalità e dedizione costanti”.

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