Carcere di Trento, nuova aggressione ad un agente di polizia penitenziaria. Mazzarese: "Situazione oltre i limiti, siamo arrivati a 380 detenuti"
Il segretario regionale del Sinappe chiede l'intervento della Provincia e dei parlamentari trentini. L'aggressione è avvenuta ieri pomeriggio, "La popolazione è salita ben oltre i limiti fissati dall'accorso Stato - Provincia. Serve un intervento" spiega Mazzarese

TRENTO. Nuova aggressione al carcere di Trento. Nelle scorse ore, infatti, un detenuto ha preso a schiaffi un giovane agente di polizia penitenziaria.
E' successo ieri pomeriggio. Dalle ricostruzioni fatte, il detenuto voleva uscire dalla camera di pernottamento senza che ciò fosse previsto. Al rifiuto dell'agente l'uomo ha reagito aggredendolo.
Non è la prima volta che questo detenuto italiano compie atti del genere. In questo periodo, infatti, si sarebbe reso ripetutamente protagonista, spiega Sinappe il sindacato di polizia penitenziaria, “di azioni di insofferenza alla restrizione in carcere”.
L'agente aggredito è stato portato al pronto soccorso. La situazione all'interno del carcere di Trento è da tempo diventata insostenibile.
A denunciarlo più volte il segretario regionale di Sinappe Andrea Mazzarese. “La popolazione detenuta – spiega - è salita ben oltre le 240 unità previste dall'accordo Stato-Provincia stipulato nel 2008. Oggi siamo arrivati a 380 detenuti ea fronte anche del taglio nell'organico dei poliziotti penitenziari”. Il segretario ha chiesto l'intervento della Pat e dei parlamentari trentini.














