Chico Forti smentisce di aver chiesto l'aiuto della 'ndrangheta per mettere a tacere Marco Travaglio e Selvaggia Lucarelli, il suo legale: "È stupito, affranto e smarrito"
Dopo l'apertura di un fascicolo da parte della Procura, arriva la smentita di Forti attraverso le parole del suo legale Andrea Radice: "Ora la vicenda andrà approfondita, ma Chico Forti è caduto dalle nuvole"

VERONA. Dopo l'apertura di un fascicolo da parte della Procura di Verona alla luce delle presunte richieste fatte in carcere da Chico Forti a un altro detenuto (articolo qui), accusato di rapporti con la 'ndrangheta, a cui l'ergastolano trentino avrebbe chiesto di parlare con i "suoi amici" per "far mettere a tacere Marco Travaglio, Selvaggia Lucarelli e un'altra persona", arriva il commento di Forti che, attraverso il suo avvocato, nega quanto accaduto.
"Chico Forti smentisce nel modo più assoluto le notizie apparse su organi di stampa nella quali qualcuno lo accuserebbe di aver richiesto interventi in relazione ad articoli contro la sua persona" queste le parole del legale Andrea Radice che specifica come il suo assistito sia "stupito, affranto e smarrito" e che "ora la vicenda andrà approfondita, ma Chico Forti è caduto dalle nuvole nell'apprendere quanto riportato oggi (ieri, ndr) dalla stampa".
Nel dettaglio Forti - condannato nel 2000 all'ergastolo in Florida per l'omicidio di Dale Pike e che si trova, dopo il suo rientro in Italia, nel carcere di Verona - avrebbe fatto la richiesta, come è stato riportato da Il Fatto Quotidiano, in cambio di "futuri favori" da rendere quando otterrà "l'annullamento della condanna e potrebbe candidarsi con il centrodestra".
L'interlocutore ha però raccontato il tutto ad un garante dei diritti dei detenuti, ed è quindi partita la segnalazione alla Procura di Verona che ha aperto un fascicolo, senza indagati ne reati, e fatto scattare le indagini.
Il racconto del detenuto è stato in seguito confermato dallo stesso agli inquirenti, così come dal garante dei diritti e da un altro detenuto che avrebbe assistito al dialogo in questione, ed una relazione dell'arma è stata inoltrata - per esigenza di sicurezza delle persone potenzialmente in pericolo - al Tribunale di sorveglianza, al Dap e alla Procura di Torino che sta indagando sul detenuto accusato di rapporti con la 'ndrangheta.
Nel frattempo, come conferma l'Ansa, accertamenti sulla vicenda sono stati avviati, nei limiti della sua facoltà, anche dal Garante dei detenuti che ha specificato che, se i dati fossero accertati, si tratterebbe di un fatto molto grave.












