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Trento
22 marzo | 16:08

Corriera tira dritto e non fa salire i profughi, assolto l'autista. Cgil e Cisl: “Importante sempre denunciare tutti gli episodi che offendono la dignità delle persone”

“Non vorremmo – scrivono i segretari di Cgil e Cisl Andrea Grosselli e Michele Bezzi – che la sensibilità dell'azienda su questi temi fosse mutata e che magari possa aver difeso la propria tesi iniziale con meno rigore e severità”

Corriera tira dritto e non fa salire i profughi, assolto l'autista
di Redazione

TRENTO. “Importante sempre denunciare pubblicamente tutti gli episodi che offendono la dignità delle persone e mettono in discussione la dedizione della stragrande maggioranza dei lavoratori”. Sono queste le parole con le quali Cgil e Cisl commentano l'assoluzione dell'autista Moreno Salvetti (Qui Articolo), accusato nel 2018 di aver saltato una fermata perché a terra si trovavano i migranti del centro di Marco. Negli scorsi giorni Uil Trasporti aveva annunciato l'assoluzione dell'autista con una nota: “Dopo anni di tribolazioni – aveva scritto la sigla – si è finalmente conclusa in una bolla di sapone la controversia riguardante il delegato Uil Trasporti autista di Trentino Trasporti operativo a Rovereto” (Qui Articolo).

 

A commentare ora sono i segretari generali di Cgil e Cisl del Trentino, Andrea Grosselli e Michele Bezzi, che precisano: “Sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto un dipendente di Trentino trasporti prendiamo atto della decisione del giudice. Come sempre, anche in questo caso, ribadiamo che le sentenze vanno rispettate. Crediamo però sia opportuno pretendere oggettività e rispetto sempre, sia quando le sentenze sono in linea con le nostre aspettative, sia quando vanno in direzione opposta. Chi oggi ci accusa di mancata imparzialità fece altrettanto nel 2018”.

 

“Immaginiamo il sollievo del lavoratore – continuano i segretari – ma siamo ancora più contenti per il fatto che episodi di quel tipo, da allora, non si sono più verificati. E questo anche grazie al fatto che sono stati denunciati e resi pubblici. In futuro continueremo a denunciare qualsiasi episodio che offende la dignità di ogni persona, nella piena convinzione che questo sia il modo migliore non solo di essere coerenti con i nostri valori, ma soprattutto di tutelare tutte le lavoratrici e i lavoratori, anche in Trentino Trasporti, che ogni giorno svolgono con impegno i propri compiti, facendosi carico anche di situazioni complesse, in alcuni casi difficili come la cronaca spesso ci rende noto”.

 

Guardando all'evoluzione del procedimento, scrivono le sigle: “L'assoluzione per il reato di interruzione di pubblico servizio arriva dopo la condanna di primo grado sullo stesso punto. I fatti risalgono al marzo del 2018. Allora Trentino Trasporti denunciò il fatto dopo accertamenti e verifiche. Nel frattempo la maggioranza che guida la Provincia e, dunque, la società, è cambiata e chi allora, come la Lega, difese subito l'autista, oggi governa”.

 

“Non vorremmo – concludono i due segretari – che la sensibilità dell'azienda su questi temi fosse mutata e che magari possa aver difeso la propria tesi iniziale con meno rigore e severità. Quel che è certo è che il lavoratore, in questi anni, non ha subito conseguenze sul piano professionale. Anzi, ha avuto la possibilità di fare carriera e migliorare la propria posizione, a seguito di un concorso sempre dentro Trentino Trasporti. Quindi le uniche vittime di quell'episodio sono stati gli utenti del servizio che in quei giorni a Marco non hanno potuto usufruire del trasporto pubblico. Per questo, noi continueremo a vigilare affinché episodi di questo tipo non si verifichino più e ribadiamo la nostra volontà di prendere posizione pubblicamente ogni qualvolta vengano accertati fatti che ledono l'onorabilità dei tantissimi che svolgono il proprio lavoro con dedizione. Questo nel rispetto di tutti”.

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