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Belluno
27 agosto | 10:27

Da sotto l'asfalto spuntano i vecchi binari di un secolo fa e i lavori sull'ex stazione di Cortina si fermano: ''Ora non si potrà nemmeno scavare per i parcheggi interrati''

Scattano le tutele e la mega opera di finanza pubblico-privata promossa dal Comune di Cortina (e osteggiata da molti cittadini che la ritengono una speculazione edilizia) è già arenata. Era stato previsto esplicitamente dalla Soprintendenza che aveva dato il via ai primi scavi che in caso di tali ritrovamenti tutto si sarebbe fermato. Il Comitato Civico: ''Se poi il Soprintendente dovesse dare parere favorevole andando contro lo stesso decreto di vincolo a quel punto siamo pronti ad impugnare''

CORTINA. Arriva un primo stop ai lavori preliminari iniziati il 29 luglio scorso nel cantiere dell’ex stazione ferroviaria di Cortina d’Ampezzo poiché durante gli stessi rimuovendo l’asfalto sono emersi i binari della vecchia struttura realizzata che tra il 1921 e il 1964 collegava Calalzo di Cadore, Cortina d'Ampezzo e Dobbiaco, unendo le province di Belluno e Bolzano. E da previsioni era stato già specificato che in caso si fossero verificati certi ritrovamenti le operazioni di scavo si sarebbero interrotti per decidere il da farsi.

 


Questi lavori, infatti, prevedono la sola “esecuzione degli interventi di scarificazione dello strato superficiale d’asfalto - si legge nei via libera ai lavori della Sovrintendenza - e di rimozione del bauletto di riempimento della fondazione del parcheggio dell’area al fine di consentirne la bonifica bellica”, oltre alla verifica dell’eventuale presenza di residui archeologici che, a quanto pare, non si sono fatti attendere facendo scattare la tutela e la conseguente applicazione del vincolo, pendente su questa zona, che è molto rigido perché “protegge” un particolare esempio di compendio di archeologia industriale e un significativo esempio dell’organizzazione funzionale e delle caratteristiche architettoniche e costruttive delle stazioni di inizio Novecento, compresi i fabbricati accessori e di servizio e le relative pertinenze.

Praticamente, nelle intenzioni del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, tutta l’area va preservata così com’è e sarà difficile, a questo punto, immaginare che si possa proseguire con il progetto approvato dall’Amministrazione comunale di Cortina che prevede un progetto di finanza pubblico-privato, di riqualificazione dell’ex stazione ferroviaria, dove il privato ristruttura alcuni edifici della stazione, non tutti, in cambio della cessione da parte del Comune di una parte dell’area della stazione, nonché di crediti edilizi per poter edificare volumi residenziali, commerciali ed un albergo.

Tra l’altro tale operazione è contestata da mesi da migliaia di cittadini e associazioni locali, oltre al Comitato Civico Cortina, che vedono in questo progetto una speculazione edilizia perché, a loro detta, il pubblico concederebbe al privato aree pubbliche a prezzi non di mercato ma più bassi e per affermare la loro contrarietà avevano anche raccolto migliaia di firme consegnate di persona agli uffici competenti senza però riuscire a far desistere l’amministrazione dall’approvazione del progetto (di questo il Dolomiti ne aveva già parlato).

C’è da dire anche che l’autorizzazione in oggetto riguarda solo gli interventi sopra citati mentre manca il permesso di procedere con l’opera complessiva poiché l'art. 21, comma 4 del D.Lgs. 42/2004 afferma che “l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali è subordinata ad autorizzazione del soprintendente. Il mutamento di destinazione d'uso dei beni medesimi è comunicato al soprintendente per le finalità di cui all'articolo 20, comma 1” che a sua volta recita che “i beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione”.

Il futuro del progetto, a questo punto appare nebuloso ma non per Marina Menardi, presidente del Comitato Civico Cortina, che afferma: “Ora che sono stati ritrovati i binari scatta la tutela del Bene culturale e i lavori devono fermarsi, perché così c’è scritto nell’autorizzazione rilasciata dal Soprintendente. Sarà curioso ora capire come si potrà proseguire con il progetto approvato dall’amministrazione comunale di Cortina. La cosa strana è che l’amministrazione stessa, approvando il progetto di riqualificazione della stazione, non sapesse che sotto c’erano i vecchi binari e quindi abbia favorito questo tipo di iniziativa. Ora non si potrà nemmeno scavare per i parcheggi interrati, a meno che il Soprintendente non dia il parere favorevole andando contro lo stesso decreto di vincolo. A quel punto siamo pronti ad impugnare l’eventuale autorizzazione del Soprintendente, sul quale sarà poi un giudice a valutare nel merito”.

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