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| 14 feb 2024 | 20:27

Dal pane che non arriva ai turisti scomparsi, la frana sulla SS350 mette in ginocchio le attività: "Qui non passa più nessuno"

Sono poche ma fondamentale per le territorio le attività che si trovano dislocate lungo la statale 350 fra Val d'Astico e Folgaria. Fra queste c'è quella portata avanti da Alberto, un negozio di alimentari con giornali tabacchi e vicino il bar 

Dal pane che non arriva ai turisti scomparsi, la frana sulla SS350 mette in ginocchio le attività

LASTEBASSE. “E' la seconda volta che accade in pochi mesi. Cosa vuole che facciamo? Non è facile andare avanti in questo modo”. Le parole sono quelle di Alberto titolare del bar negozio Prealpi che si trova a Lastebasse

 

E' una di quelle attività a pochi chilometri della frana che è piombata ancora sulla strada statale 350 che collega il Veneto con il Trentino. Una strada trafficata dai turisti ma anche essenziale via di collegamento fra i vari paesi della valle

 

Nel punto vendita di Albero si possono trovare generi alimentari, dal formaggio al prosciutto, dalle caramelle ai dolci oltre al pane, i giornali e tanto altro. Vicino un bar, da sempre punto di ristoro.  “Qui non sta passando più nessuno” ci racconta. “Noi serviamo il nostro paese ma viviamo anche e soprattutto di turismo, per noi è fondamentale in questi mesi” continua Andrea. 

 

L'ultima frana è avvenuta  al chilometro 26 alle 4 di mattina di lunedì 12 febbraio. A finire sulla strada sono stati poco meno di 100 metri cubi di roccia in località Busatti.  Non è la prima volta. A novembre 300 metri cubi di roccia avevano creato vere e proprie voragini  a poca distanza dalla frana di ieri. 

Secondo le prime valutazioni, l’intervento di messa in sicurezza della strada richiederà almeno un mese di lavori. Per una riapertura prevista indicativamente per la seconda metà di marzo, con una finestra temporale di alcune settimane che dipende dalla possibilità come detto di riutilizzare o meno le fondazioni della barriera protettiva danneggiata. 

 

“Non ci si può abituare a situazioni del genere – ci spiega Alberto – al momento sto valutando se modificare gli orari. Il pane alla domenica non mi arriva e un negozio di alimentari senza pane è difficile. Vedremo come evolverà la situazione”. 

 

Le difficoltà sono diverse fra le attività della zona tagliata a metà dalla frana. “La speranza è che l'apertura avvenga il prima possibile” ci dicono i proprietari della pizzeria Sasso Morbido. “Noi abbiamo da appena un mese preso in gestione l'attività – ci spiegano – non possiamo dire molto sul flusso di clienti ma di certo la speranza è che si arrivi presto alla riapertura”.

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