Dalla Guinea al Pakistan, dalla Costa d’Avorio all’Albania: tutti ai corsi d’italiano organizzati dai volontari, "Imparare la lingua permette di integrarsi"
Ci sono due esigenze a cui viene data risposta, quella di chi si impegna per integrarsi e quella delle aziende che offrono lavoro. "Gli imprenditori con cui ci siamo confrontati ci hanno confermato che la conoscenza della lingua è fondamentale per imparare il mestiere, rapportarsi proficuamente e garantire la sicurezza" spiegano i responsabili dei corsi

LEDRO. Gli iscritti sono già una quarantina tra le sedi di Tiarno di Sopra e Locca. Ci sono tre appuntamenti settimanali per venire incontro alle esigenze di chi lavora e di chi cresce i figli. Soprattutto, sono tante le volontarie e i volontari pronti a insegnare l’italiano, con ex insegnanti ma non solo: c’è anche qualche giovanissima che, nata e cresciuta in Italia da genitori arrivati qualche tempo fa, padroneggia pure la lingua di chi è arrivato da poco, una carta in più per la didattica.
E' un progetto davvero riuscito quello portato avanti e sostenuto dalla Fondazione Ledro. “Ci sono due esigenze – spiega il presidente Claudio Collotta - a cui diamo risposta: quella di chi si impegna per integrarsi e quella delle aziende che offrono lavoro. Gli imprenditori con cui ci siamo confrontati ci hanno confermato che la conoscenza della lingua è fondamentale per imparare il mestiere, rapportarsi proficuamente e garantire la sicurezza. Bravissimi i volontari, il grazie va a loro. Abbiamo chiesto che ci presentassero un progetto organico, che abbiamo trovato convincente e i numeri sono eloquenti”.
Le lezioni si svolgono le sere di lunedì e mercoledì e il pomeriggio di giovedì. Ogni lezione prevede poi classi suddivise, perché variegatissimo è il livello di partenza: da chi conosce solo la propria lingua e magari è analfabeta, a chi invece padroneggia già il parlato ma vuole migliorare in lettura e scrittura per potersi confrontare meglio coi figli che, nel frattempo, frequentano le scuole qui.
“Abbiamo accolto con piacere la richiesta di Caritas e Fondazione di fare la nostra parte. Per la noi – ha affermato il presidente della Cassa rurale di Ledro, Marco Baruzzi - è importante investire sul territorio, sulle persone, garantire integrazione a questi nuovi cittadini ledrensi. Un processo che, tra le altre cose, favorirà anche un positivo scambio culturale”.
Di fondamentale importanza l'apporto dei volontari. “Imparare la lingua dà l’opportunità di integrarsi a livello lavorativo e sociale” spiega la Anna Maria Santolini che si è fatta portavoce dei volontari. “Qui – continua - ci sono giovani, operai, badanti: ognuno ha una propria storia e va seguito per trovare i metodi giusti di insegnamento e motivazione. Ogni volontario porta quello che può: chi ha una sera a settimana e chi di più, c’è chi propone attività collaterali per aumentare il coinvolgimento. Grazie alla Fondazione per il sostegno economico ma anche perché mostra che qui c’è una comunità che ci crede e ha capito un bisogno. Da quest’anno abbiamo anche una formatrice che segue noi volontari”.
I corsi proseguono tutto l’anno, seguendo il calendario scolastico e rispettando le festività, non solo quelle nazionali ma anche quelle dei paesi d’origine dei corsisti. Al progetto partecipano Caritas, Ledro Solidale e Cooperativa Arcobaleno.


















