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Trento
27 settembre | 19:00

Dalle macellazioni clandestine all'abbandono, il Trentino non è immune ai crimini sugli animali: "In un anno quasi 153 procedimenti con 24 indagati"

Dalle corse clandestine al bracconaggio, passando per il traffico di cuccioli e le macellazioni clandestine (ma non solo). Lo sfruttamento "criminale" degli animali avviene in ogni dove e a raccontare la situazione in Italia è il 25esimo rapporto Zoomafia di Lav, un documento che analizza il 'fenomeno' basandosi sui dati delle Procure di tutta la Penisola. Ecco i dettagli

Dalle macellazioni clandestine all'abbandono, il Trentino non è immune ai crimini sugli animali
Foto Lav

TRENTO. Dalle corse clandestine al bracconaggio, passando per il traffico di cuccioli e le macellazioni clandestine. Lo sfruttamento "criminale" degli animali avviene in ogni dove e a raccontare la situazione in Italia è il 25esimo rapporto Zoomafia di Lav, un documento che, con il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto, analizza il 'fenomeno' basandosi sui dati delle Procure di tutta la Penisola.  

 

"I traffici legati allo sfruttamento degli animali, come denunciamo da un quarto di secolo ormai - afferma Ciro Troiano, criminologo, responsabile Osservatorio Zoomafia Lav -  rappresentano un'importante fonte di guadagno per i vari gruppi criminali che manifestano una spiccata capacità di trarre vantaggio da qualsiasi trasformazione del territorio e di guadagnare il massimo rischiando poco".

 

"Le varie indagini svolte nel corso degli anni nel nostro Paese - prosegue - hanno fatto emergere una realtà zoomafiosa, composita, articolata, anche con capacità di tessere rapporti collusivi con appartenenti alla pubblica amministrazione. Si tratta di gruppi molto dinamici sotto il profilo economico, che fanno uso di modalità operative particolarmente sofisticate, diramati su tutto il territorio nazionale e con intrecci internazionali". 

 

Combattimenti tra animali, corse clandestine di cavalli, traffico di cuccioli, truffe nell’ippica, business illegale dei canili, contrabbando di fauna e bracconaggio organizzato, macellazioni clandestine e abigeato, pesca di frodo e illegalità nel comparto ittico, uso di animali a scopo intimidatorio o per lo spaccio di droga, traffici di animali via internet e zoocriminalità minorile: questi tutti gli argomenti analizzati nel report.

 

Il Rapporto è suddiviso (anche) per Regioni e non manca una fotografia della situazione in Trentino. "Purtroppo - si legge nel testo - inspiegabilmente non sono arrivati i dati delle Procure di Bolzano, Rovereto e dalla Procura per i Minorenni di Bolzano, e questo mina ogni possibile analisi statistica".

 

Nel documento vengono riportati quindi "solo i dati di Trento: in totale nel 2023 sono stati registrati 153 procedimenti con 24 indagati. Rispetto al 2022, i procedimenti sono aumentati del 29,66%, passando 118 a 153, mentre gli indagati sono diminuiti del -47,83%, passando da 46 a 24". 

 

In tema di infiltrazione nell’ambito delle concessioni di terreni agricoli e pascoli demaniali vanno segnalati "alcuni provvedimenti interdittivi emessi (…) nei confronti di 3 aziende zootecniche con sede legale a L’Aquila, per collegamenti con organizzazioni mafiose campane e foggiane. In particolare, il contesto attenzionato dai provvedimenti amministrativi è riconducibile a talune aziende agricole che, mediante raggiri sui “pascoli fantasma”, avrebbero frodato l’Agea (Agenzia erogazioni in agricoltura) al fine di ottenere indebitamente l’erogazione di contributi comunitari e aiuti pubblici per l’alpeggio/monticazione dei capi di bestiame in aree montane dislocate tra le province di Trento (Comune di Bleggio Superiore e di Stenico)" (Relazione del Ministero dell’Interno al Parlamento – Attività svolte e risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia, Gennaio – Giugno 2022).

 

"I controlli della forestale trentina in 3 anni hanno fatto emergere un malaffare legato ai contributi per l’alpeggio con aziende che acquistano gli animali fuori regione, esclusivamente per il periodo interessato e poi li rivendono a fine alpeggio. Oltre 2.500 ettari di pascoli contestati, 700 mila euro recuperati. Tra le ipotesi di reato, la tentata truffa, ma anche il maltrattamento di animali e la violazione delle norme sul lavoro".

 

Più completo il quadro proposto invece per  il Veneto, che si basa sui dati ottenuti da un campione pari  all' 87,50%  di tutte le Procure  della regione, "un dato quindi statisticamente rappresentativo". 

 

I dati raccolti sono relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2023, sia noti che a carico di ignoti, e al numero di indagati per reati a danno di animali, come uccisione di animali (art. 544bis cp), maltrattamento di animali (art. 544ter cp), spettacoli e manifestazioni vietati (art. 544quater cp), combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali (art. 544quinquies cp), uccisione di animali altrui (art. 638 cp), abbandono e detenzione incompatibile (art. 727 cp), reati venatori (art. 30 L. 157/92) e traffico illecito di animali da compagnia (art. 4 L. 201/10). 

 

Per il Veneto hanno risposto tutte e sette le Procure ordinarie, ma non ha risposto la Procura per i minorenni di Venezia. Nel 2023 sono stati registrati presso le Procure ordinarie 711 procedimenti (circa l’8,22% di quelli nazionali), con un tasso di 14,49 procedimenti ogni 100.000 abitanti. 327 gli indagati (circa il 6,88% di quelli nazionali), con un tasso di 6,66 indagati ogni 100.000 abitanti. Nell’intera regione, rispetto al 2022, i procedimenti sono aumentati del 5,64%, passando da 673 a 711, mentre il numero degli indagati è diminuito del -0,90%, passando da 330 a 327.  

 

"Il quadro che emerge dal nuovo Rapporto Zoomafia (QUI IL REPORT COMPLETO) descrive una pericolosa e ramificata diffusione dei crimini che lucrano sulla pelle degli animali contro i quali, per diversi aspetti, polizie e Procure hanno oggi delle armi spuntate – conclude Gianluca Felicetti, presidente Lav - ci chiediamo come mai sia ferma da più di sei mesi alla Commissione giustizia della Camera dei deputati l'approvazione delle proposte di legge per inasprire le pene e rendere più efficaci le norme per perseguire i reati contro gli animali, approvazione dovuta anche in attuazione dell’articolo 9 della Costituzione".

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