Detenuti 'pizzaioli': fuori dal carcere di Trento arriva 'Spini pizza' (con una nuova struttura di 300 metri quadrati). Fugatti: “Progetto per il reinserimento sociale”
Il progetto vede la collaborazione di diversi enti, tra i quali Provincia, Procura e Comune di Trento: entro i primi mesi del prossimo anno, nelle immediate vicinanze della casa circondariale aprirà i battenti 'Pizza Spini'. Ecco i dettagli

TRENTO. Favorire il reinserimento sociale e lavorativo delle persone che stanno scontando la loro pena all'interno della casa circondariale: è questo l'obiettivo del nuovo progetto “Pizza Spini”, attraverso il quale si aprirà, entro i primi mesi del prossimo anno, una nuova pizzeria nelle immediate vicinanze del carcere di Spini di Gardolo. L'iniziativa vede la collaborazione di diversi enti, tra i quali Provincia, Procura e Comune di Trento, e vedrà impegnato un gruppo di detenuti che si sta formando proprio nella preparazione dei prodotti di lievitazione.
“La Provincia autonoma di Trento – scrive Piazza Dante – è coordinatrice operativa e partner del progetto, che prevede la realizzazione di una struttura in legno ampia circa 300 metri quadrati. L'iniziativa è promossa dalla Procura della Repubblica di Trento, in collaborazione con il Comune di Trento, l'Amministrazione penitenziaria e il Tribunale di sorveglianza. Hanno aderito anche la Camera penale di Trento e gli Ordini degli Avvocati di Trento. “Spini Pizza – continua la Provincia – offrirà dunque un servizio aperto alla cittadinanza di alto valore sociale”.
“L'amministrazione provinciale – sono le parole del presidente della Pat Maurizio Fugatti – ha aderito immediatamente a questa iniziativa voluta dal procuratore Sandro Raimondi e che ci vede impegnati sia sul piano progettuale, che è già in corso, sia sotto il profilo finanziario. La repressione dei reati, grazie all’impegno quotidiano delle forze dell’ordine, è fondamentale. Con questo progetto, che si inserisce in un percorso già attivato in carcere, intendiamo favorire la riabilitazione di coloro che desiderano intraprendere un percorso lavorativo e di recupero”.
In pratica il progetto, come detto, vuole potenziare le opportunità lavorative per le persone detenute, valorizzando le competenze acquisite attraverso i corsi di formazione professionali svolti all'interno della casa circondariale. “I corsi – continua la Provincia – realizzati dall'Istituto di formazione professionale alberghiero di Levico Terme, riguardano la ristorazione, con un focus particolare sulla preparazione delle pizze”.
“Si tratta – ha detto il Procuratore Raimondi – di un progetto tra i pochi in Italia che vede coinvolti gli enti del territorio, Provincia e Comune. Il direttore generale della Provincia autonoma di Trento ha redatto uno studio di fattibilità che ci consentirà di aprire la struttura entro inizio estate. In questo modo intendiamo dare una chance di riscatto per coloro che hanno sbagliato e che saranno aiutati al reinserimento nella società”.












