Diciassette Daspo per i tifosi del Catania dopo gli incidenti di martedì a Padova. Tre di loro era già stati coinvolti, nel 2007, negli scontri in cui morì l'ispettore Raciti
Il 40enne che ha consentito l'invasione di campo di una sessantina di facinorosi, aprendo il maniglione dell'uscita di sicurezza del settore "Curva Nord", già destinatario di Daspo nel 2015 e nel 2017 e gravato a vario titolo da precedenti penali per associazione mafiosa, rapina, stupefacenti e, più in generale, reati contro la persona, è stato "daspato" per 10 anni con la prescrizione con obbligo di firma. Il Questore di Padova: "In caso di gravi recidive si dovrebbe procedere con provvedimenti a tempo indeterminato"

PADOVA. Mano durissima da parte del Questore di Padova nei confronti dei tifosi del Catania protagonisti dell'invasione di campo e dei disordini provocati tra il primo e il secondo tempo della finale di Coppa Italia di serie C tra il Padova e gli etnei, disputata martedì scorso (19 marzo) allo stadio "Euganeo".
Diciassette sono i Daspo emessi dal Questore Marco Odorisio, 7 dei quali della durata di 10 anni con obbligo di firma per lo stesso periodo, 5 della durata di 5 anni (per 4 vi sarà l'obbligo di firma per 3 anni) e 5 della durata di 2 anni con annessi 12 fogli di via della durata di 4 anni.
Tre degli arrestati - 11 sino a questo momento -, da quanto emerge dalle istruttorie della Digs e della Divisione della Polizia Anticrimine, e destinatari di Daspo erano già stati coinvolti nei gravissimi incidenti avvenuti il 2 febbraio 2007 allo stadio "Massimino" di Catania in occasione del tristemente noto derby siciliano di serie A tra Catania e Palermo, durante i quali perse la vita l'ispettore capo della Polizia di Stato Filippo Raciti.
I 17 Daspo riguardando, per l'appunto, gli 11 arrestati protagonisti dell'invasione di campo (durante la quale sono stati gettati fumogeni nella tribuna Fattori, che da sempre ospita gli ultras di casa) e altri 6 tifosi catanesi "filtrati" alla stazione ferroviaria di Padova al momento di prendere il treno per rientrare in Sicilia e trovati in possesso di fumogeni, petardi e una bomba carta.
Il 40enne che ha consentito l'invasione di campo di una sessantina di facinorosi, aprendo il maniglione dell'uscita di sicurezza del settore "Curva Nord", già destinatario di Daspo nel 2015 e nel 2017 e gravato a vario titolo da precedenti penali per associazione mafiosa, rapina, stupefacenti e, più in generale, reati contro la persona, è stato "daspato" per 10 anni con la prescrizione, convalidata dall'Autorità Giudiziaria competente, dell'obbligo di comparire, sempre per 10 anni, presso un ufficio di polizia in occasione delle partite del Catania.
Anche nei confronti degli altri due sostenitori catanesi arrestati in flagranza, un 45 enne con precedenti per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti ed un 40 enne già daspato nel 2002, è stata adottata per entrambi la medesima misura di prevenzione per la durata di 5 anni, con obbligo di firma nei confronti del primo di anni 3.
Per gli altri 8 arrestati, tutti già in precedenza gravati da Daspo (tre dei quali, come detto, erano stati coinvolti negli scontri di Catania - Palermo, culminati con l'uccisione dell'ispettore Raciti), provvedimenti che vanno dai 10 ai 5 anni, mentre gli altri sei soggetti individuati in stazione sono stati daspati per due anni, tranne un 25enne, con precedenti per reati contro il patrimonio e resistenza, denunciato in stato di libertà da parte della Digos perché riconosciuto come partecipante ai disordini verificatisi dalle videoriprese dell’impianto sportivo e dal documento d’identità da questi smarrito nel corso dell’invasione di campo, il cui provvedimento avrà durata di 5 anni.
"Occorre una riflessione in quanto persone già condannate per reati specifici - evidenzia il Questore di Padova - e destinatarie di provvedimento di Daspo, in caso di gravi recidive come gli episodi accaduti martedì sera allo stadio "Euganeo", dovrebbero essere destinatari di provvedimenti a tempo indeterminato".














