Diritti Lgbt+, Zanella risponde a Gerosa: "Cosa ha fatto fino ad oggi? Facciamo a meno di atteggiamenti paternalistici e inappropriati"
Per il consigliere la comunità Lgbt+ chiede risposte specifiche che contrastino l’omolesbobitranfobia alle radici. " Le azioni, le pratiche e i percorsi da mettere in atto sono già tutte scritte sulla Carta d’intenti della Rete Re.A.Dy , nero su bianco, altro che le banalità di Gerosa sul rispetto. Basta leggerle e applicarle”

TRENTO. “La questione non è (semplicemente) di rispetto, ma di inclusione dell’alterità, quella stessa alterità che si vuole escludere dietro le solite strumentalizzazioni sull’ideologia gender che torna come un mantra nelle parole della Presidente della Giorgia e della ministra Roccella”. Il consigliere provinciale del Partito Democratico, Paolo Zanella, risponde all'intervento della vice presidente della Provincia, Francesca Gerosa, che sulle pagine de il Dolomiti ha spiegato che la Provincia non intende più aderire alla rete Re.A.Dy, considerandola poco utile, e di essere impegnata a lavorare per introdurre dei percorsi di rispetto nelle scuole (QUI L'ARTICOLO).
“Queste parole fanno eco – spiega Zanella - a quelle della premier Meloni che il 17 maggio dichiarava che 'Il governo è in prima linea contro l’omotransfobia'.Tutto questo loro prodigarsi per difendere i diritti della comunità LGBTQIA+ ha portato, ad oggi, all’uscita dalla rete Re.A.Dy. a livello provinciale e, come governo italiano, a non sottoscrivere la dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità LGBTQIA+ presentata dalla presidenza di turno belga del Consiglio UE, andando a braccetto con Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca e Slovacchia”.
'Risultati” che, spiega il consigliere del Partito Demcoratico, “Facciamo volentieri a meno. Soprattutto se condito da atteggiamenti paternalistici e inappropriati che definiscono la rete Re.A.Dy. come inefficace (stolti tutti quegli enti che ne fanno parte tra cui i colleghi della Provincia autonoma di Bolzano) e conditi da proposte general generiche come i corsi sul rispetto”.
La comunità LGBTQIA+ chiede risposte specifiche che contrastino l’omolesbobitranfobia alle radici partendo dalle parole chiare del Presidente della Repubblica Mattarella: “Il nostro Paese non è immune da episodi di omotransfobia. Persone discriminate, schiacciate da pregiudizi, che spesso sfociano in inaccettabili discorsi d’odio, aggredite verbalmente e fisicamente. Non è possibile accettare di rassegnarsi alla brutalità. La violenza dei giudizi, di cui tanti cittadini sono vittime solo per il proprio orientamento sessuale, rappresenta un’offesa per l’intera collettività”.
“E chi ha letto e condiviso la Carta d’intenti della Rete Re.A.Dy. non ha nulla da inventarsi. Le azioni, le pratiche e i percorsi da mettere in atto sono già tutte scritte lì, nero su bianco, altro che le banalità di Gerosa sul rispetto. Basta leggerle e applicarle” conclude Zanella.














