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Il Cras bellunese è pronto alla riapertura (dopo oltre 10 anni): “Sinergia totale per dare un servizio importante al territorio”

Il Centro di recupero animali selvatici della Provincia di Belluno era chiuso da più di 10 anni e sarà riattivato nei prossimi mesi, trovando spazio nelle pertinenze di Villa Zuppani, a Villiago (Sedico)

Di F.S. - 01 marzo 2024 - 15:49

BELLUNO. “Sinergia totale per dare un servizio importante al territorio, anche in ottica di tutela ambientale”. Sono queste le parole del presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, nell'annunciare la prossima riattivazione del Centro di recupero animali selvatici provinciale, dopo una chiusura durata oltre 10 anni. La riapertura, prevista per i prossimi mesi, è stata resa possibile dal lavoro congiunto portato avanti dalla Provincia di Belluno, dalla Regione Veneto e da Veneto Agricoltura, il braccio operativo della Regione.

“La struttura – dicono le autorità – chiamata a dare ricovero e cure alla fauna selvatica che ha subito incidente (solitamente per investimenti stradali), troverà spazio nelle pertinenze di Villa Zuppani, a Villiago (Sedico), di propietà dell'ente Provincia e diventerà parte di un'area ambientale ed ecologica di pregio, a servizio del territorio bellunese”.

 

La Regione dà al Cras bellunese sostegno finanziario, in aggiunta a quello per la funzionalità della Polizia provinciale; Veneto Agricoltura mette a disposizione il suo personale e il veterinario, mentre la Provincia rende disponibili le pertinenze di Villa Zuppani e garantisce l'attività delle guardie provinciali.

 

“Di fatto, con un grande lavoro in sintonia Regione-Provincia – dice ancora Padrin – viene riattivata una funzione che è molto importante per il territorio: la misura si ha nella quantità di fauna selvatica presente sul territorio e nel numero di incidenti stradali con ungulati, mediamente uno al giorno. Questa convenzione poi è il primo passo di un più ampio progetto di valorizzazione di Villa Zuppani, dove già oggi c'è un centro di specializzazione in bachicoltura e dove Veneto Agricoltura sta realizzando un grande polo bio”.

 

Tra le operazioni in corso per la riapertura del centro da parte della Provincia c'è il ripristino delle gabbie dove ricoverare gli animali feriti e alcune piccole manutenzioni annesse, dove troveranno spazio i servizi per alimentare e curare la fauna. Veneto Agricoltura, da parte sua, sta provvedendo alle pulizie e alla valorizzazione ambientale del sito, tramite la rimozione di rovi e cespugli. Il Cras avrà il compiuto di recuperare e curare la fauna selvatica che a seguito di incidente viene valutata dal veterinario in grado di riprendersi e tornare in natura. Nelle prossime settimane la convenzione verrà siglata e l'operazione potrà prendere forma.

 

“Ringrazio l'assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha sbloccato una situazione complessa – dice ancora Padrin – e la consigliera regionale Silvia Cestaro, che si è impegnata per dare risposte concrete al territorio. Il Cras era ed è una necessità, segnalataci più volte anche dalla Polizia provinciale. Un piccolo grande esempio di cosa può produrre il lavoro di squadra tra Provincia e Regione”.

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