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Belluno
01 agosto | 12:20

Con il taglio del nastro ufficiale la riapertura dei Serrai di Sottoguda. Il presidente della provincia di Belluno Padrin: "Oggi chiudiamo un cerchio"

Le parole di orgoglio di Padrin durante la cerimonia del taglio del nastro: "Una ricostruzione concreta, vera, efficace, che ha ridato vita a un sito di grande pregio e di valenza ambientale e turistica"

di Redazione

BELLUNO. A Rocca Pietore, alla presenza le tante autorità anche del Presidente della regione Veneto Luca Zaia, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dei Serrai di Sottoguda.

 

Saranno aperti al pubblico fino a settembre, i Serrai, diventati uno dei simboli della tempesta Vaia che nel 2018 devastò il Nordest.

 

"Oggi chiudiamo un cerchio", ha detto il presidente della provincia di Belluno Roberto Padrin. "E non solo in maniera simbolica. Perché lo sappiamo tutti: i Serrai erano diventati uno dei simboli della distruzione della tempesta Vaia; un canyon di rara bellezza cancellato in pochi istanti dalla furia dell’acqua. Ma oggi archiviamo il disastro e guardiamo al futuro con un simbolo di ricostruzione. Una ricostruzione concreta, vera, efficace, che ha ridato vita a un sito di grande pregio e di valenza ambientale e turistica. I Serrai di Sottoguda ci ricordano quello che è successo. La tempesta di quel fine ottobre 2018, la strage di alberi, scuole e fabbriche fatte chiudere per salvare vite umane - ed era la prima volta che succedeva una cosa del genere nel nostro territorio.

 

"Le difficoltà dei giorni seguenti, con case senza acqua, luce e telefono. Ma anche l’immenso lavoro portato avanti dalla struttura commissariale - e guardo il governatore del Veneto Luca Zaia - lavoro fatto da tutti i soggetti attuatori per ricostruire, pezzetto dopo pezzetto, il nostro territorio. Dopo sei anni le ferite non sono cancellate del tutto, ma è bene che sia così, perché servono a ricordarci la fragilità della montagna, la delicatezza di questi luoghi e insieme anche la grande forza di dignità delle nostre popolazioni, che vivono in territori difficili, dove niente è scontato e dove tutto o quasi si guadagna con sudore e sacrificio". 

Le ferite, dicevo, non sono cancellate, ma possiamo vedere un territorio rinato, ricostruito. Un territorio che ha saputo rialzarsi. E quindi si chiude il cerchio anche perché oggi possiamo celebrare la forza delle Dolomiti bellunesi e delle popolazioni che le abitano.

In qualità di vice presidente della Fondazione Dolomiti Unesco ricordo la campagna lanciata dalla Fondazione Sos Serrai, conclusasi a dicembre 2019. Una campagna di sensibilizzazione che ha stimolato la solidarietà e raccolto risorse tra donatori privati e attività commerciale della Fondazione stessa. Una cifra piccola, rispetto a quanto è stato investito per la ricostruzione dei Serrai, ma significativa di cosa è stato il movimento di rinascita dopo Vaia.

 

Una cifra che è stata consegnata al Comune di Rocca Pietore e che potrà essere usata per completare i lavori di finitura, in particolare alla chiesetta di Sant’Antonio a cui gli abitanti del posto sono da sempre molto legati. A chi ha donato va oggi il nostro grazie, al pari di chi ha reso possibile la ricostruzione, la rinascita dei Serrai e delle comunità che vi si riconoscono".
 

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