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Trento
28 maggio | 16:52

''Il detenuto Chico Forti potrebbe ottenere la libertà anticipata nel secondo semestre 2025. In questo caso nessuna corsia preferenziale, è la legge''

Lo spiega il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Aldo Di Giacomo chiarendo il 'meccanismo' degli sconti di pena 

TRENTO. Quando potrebbe uscire Chico Forti di prigione? Per il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, Aldo Di Giacomo, nel secondo semestre 2025. Di fatto tra poco più di un anno. Questo perché? ''Si chiarisce che per i reati commessi da Chico Forti - spiega Di Giacomo in una nota - è possibile richiedere la semilibertà dopo 20 anni di detenzione e che per tale richiesta è necessario un contratto di lavoro e la buona condotta all’interno dell’istituto; inoltre, serve una valutazione di sintesi redatta dall’aria educativa (direzione del carcere) che va stilata in tre mesi per i detenuti che vengono da altro carcere. Ciò significa che se il detenuto Forti ritenga di avvalersi di tale istituto è verosimile che possa ottenerlo nel mese di agosto. Altresì per chi è condannato all’ergastolo ha diritto a 45 giorni a semestre di liberazione anticipata se ha avuto una condotta irreprensibile all’interno dell’istituto penitenziario''.

 

I conti, quindi, sono presto fatti: ''Se Chico Forti farà richiesta di liberazione anticipata, ciò vorrebbe dire avere lo sconto di pena di 90 giorni l’anno per tutti i 24 anni trascorsi in galera ossia 2160 giorni di libertà anticipata che gli consentirebbero di uscire nel secondo semestre 2025. Dei detti istituti, inoltre, ne potrebbe fare richiesta chiunque si trovi nelle condizioni del detenuto Forti; pertanto, nel caso di specie nessuna corsia preferenziale è stata messa a disposizione di Chico Forti che si avvale di leggi dello Stato''. Quest'ultimo inciso a ribadire che, invece, quel che si è visto negli scorsi giorni (possibilità di rivedere la propria madre in poche ore dal rientro in Italia, visite 'speciali' nel carcere, trattamento di favore denunciato sia dal sindacato di polizia che dalle associazioni dei familiari dei carcerati) è stato vissuto dall'apparato penitenziario, tutto, come profondamente ingiusto. 

 

Di Giacomo chiarisce, inoltre, che rispetto a un'agenzia uscita sull'Ansa del Trentino “inoltrata domanda per la semilibertà di Chico Forti ad agosto. Avrà lavoro. Lo riferisce il Sindacato di Polizia Penitenziaria S.PP.”, di non essere a conoscenza di nessuna domanda di semilibertà inoltrata da Chico Forti all’autorità competente e né se avrà un contratto di lavoro ad agosto. ''Tali circostanze non sono mai state riferite dal segretario generale dell’S.PP.''. 

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