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Trento
19 aprile | 12:13

Il professor Stefano Zecchi saluta il Muse. Non è stato confermato. "Sono arrivato al termine del mandato e non avrei accettato comunque un rinnovo"

Presidente negli ultimi cinque anni del Museo delle Scienze, preferisce a dedicarsi ad altri incarichi. Da giugno ha assunto le deleghe alla cultura nel comune di Venezia e dallo scorso autunno è membro del Cda della Triennale di Milano. "Avevo già rassegnato due volte le dimissioni, poi rientrate grazie alla sensibilità del direttore Michele Lanzinger"

Il professor Stefano Zecchi saluta il Muse

TRENTO. Il professor Stefano Zecchi saluta il Muse.

 

Presidente del Museo delle Scienze di Trento negli ultimi cinque anni. il filosofo veneziano saluta tutti e se ne va. Se sulla conferma di Vittorio Sgarbi alla presidenza del Mart non sembrano esservi dubbi, a Zecchi non è arrivata alcuna proposta di rinnovo.

 

Proposta di rinnovo, che come tiene a sottolineare lo stesso professore, non sarebbe stata accettata, perché intende dedicarsi ad altri incarichi. Da giugno dello scorso anno ha assunto, infatti, le deleghe alla cultura nel comune di Venezia, dove era consigliere d'opposizione, salvo poi "migrare" nella maggioranza che supporta il sindaco Brugnaro e come membro del Cda della Triennale di Milano.

 

"Come doveroso, nel rispetto dell’istituzione - scrive Zecchi in una nota ufficiale -, ho atteso che l’Amministrazione Provinciale informasse sulla nomina del Presidente del Muse. Nel frattempo ho letto molte considerazioni sul mio nome. Nel corso della mia Presidenza, avevo rassegnato due volte le dimissioni, rientrate grazie all’intelligente sensibilità del Direttore, dottor Michele Lanzinger, e all’aiuto dell’eccellente professionalità amministrativa del dottor Massimo Eder. Sono arrivato al termine del mandato e non avrei accolto un rinnovo della Presidenza. Con questa decisione, negli ultimi mesi ho accettato due prestigiosi incarichi: la delega alla cultura nel Comune di Venezia e la nomina alla Triennale di Milano".

 

Poi il professore traccia un piccolo bilancio della propria presidenza.

 

"A titolo gratuito, mi sono impegnato per restituire al Consiglio d’Amministrazione - conclude -, nonostante indiscutibili complessità, un ruolo determinante nella gestione del museo come previsto dal suo regolamento. Insieme ai miei collaboratori ho svolto un lavoro di grande interesse, portando, su sollecitazione dello stesso Direttore, i linguaggi della cultura umanistica a interagire con quelli delle scienze. Il Palazzo delle Albere è diventato un laboratorio di alto livello per questa fondamentale relazione. Le mostre “Il viaggio meraviglioso (molto apprezzato al Festival del documentario di Venezia), “Dentro il colore” (con l’architetto De Lucchi è stato presente nelle più importanti riviste internazionali), “Anima Mundi” (ripreso dalla televisione franco-tedesca “Arté” e da quella belga) hanno aperto la strada per una nuova, feconda ricerca culturale che vedo già portata avanti nell’immediato futuro dal personale del museo. Desidero ringraziare di cuore chi nel Muse mi ha voluto bene e aiutato. Di loro avrò un bellissimo ricordo e molta gratitudine".

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