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Trento
12 settembre | 20:40

Muse, da Genovesi a Bernardi sono 4 i candidati a direttore: ecco i profili di chi si presenterà davanti alla commissione esaminatrice

Al dirigente a cui sarà conferito l'incarico di direttore, spetterà il trattamento economico onnicomprensivo di 116 mila euro annui lordi su tredici mensilità. Tra i candidati il responsabile fauna selvatica dell'Ispra e il paleontologo del Muse 

TRENTO. Il Muse, dopo il pensionamento di Michele Lanzinger, si prepara ad avere un nuovo direttore. Proprio domani, venerdì 13 settembre, si riunirà la commissione esaminatrice che dovrà valutare i  quattro candidati alla guida del Museo delle scienze di Trento. 

 

I nomi sono: Piero Genovesi, Massimo Bernardi, David Gruber e Andrea Sforzi

 

IL BANDO
Al dirigente a cui sarà conferito l'incarico di direttore, spetterà il trattamento economico onnicomprensivo di 116 mila euro annui lordi su tredici mensilità. A questo si aggiunge la retribuzione di risultato.

 

Nel bando viene fatto un elenco di competenze necessarie per la direzione dal Muse fra le quali quella di creare interazione e rapporti con la comunità scientifica, culturale e museale nazionale e internazionale, viene chiesta un'esperienza professionale di direzione o gestione di musei o altri enti e strutture complesse e anche un'esperienza nell’ideazione e nella realizzazione di progetti di comunicazione e di ricerca fondi

 

I CANDIDATI 
Il colloquio della commissione esaminatrice con i quattro candidati si terrà in sala Winkler della Provincia di Trento.

 

Massimo Bernardi è il candidato più vicino all'ex direttore Michele Lanzinger perché dal 2008 è impegnato al Muse. Si è laureato in scienze naturali all'Università di Padova, ha poi ottenuto un “Master of Science” all'Università di Bristol in Inghilterra in Paleobiologia.  Prima di impegnarsi al Muse è stato docente a contratto in diverse Università da Milano a Padova a Modena e Reggio Emilia. 

 

Piero Genovesi, è l'attuale responsabile per l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) del “Servizio per il Coordinamento della Fauna Selvatica”.

 
Il suo è un curriculum è ricco di esperienze e di incarichi. Fra i progetti che ha guidato quello per la supervisione e coordinamento degli aspetti tecnico-scientifici del Progetto di reintroduzione dell’Orso bruno nelle Alpi centrali, realizzato nell’ambito del Progetto Ursus.

In passato è stato anche membro dell’Osservatorio faunistico di Bolzano e di Trento. Dal 2018 al 2022 è stato inserito nella lista dei più citati ricercatori del mondo.

 

David Gruber è il direttore del Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige e del Planetarium Südtirol - Alto Adige. Vanta diverse esperienze internazionali. 

 

Andrea Sforzi e il direttore del Museo di Storia Naturale della Maremma. Zoologo, esperto in ecoetologia e conservazione dei vertebrati, principalmente mammiferi. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni e dal 2004 è responsabile scientifico del progetto di reintroduzione del Falco pescatore in Italia. 

Dal 2012 ha preso parte attiva al processo di creazione della European Citizen Science Association (ECSA). Dal 2014 è membro del Board of Directors di questa associazione. Tra le principali attività in questo ambito ha curato la traduzione italiana dei “Dieci principi di citizen science”, coordinato e partecipato alla sessione “Musei e scienza dei cittadini” alla Conferenza internazionale “Citizen Science – Innovation in Open Science, Society and Policy” (Berlino, 2016). È uno dei due membri italiani nel comitato di gestione del progetto europeo COST CA15212 “Citizen Science per promuovere la creatività, l’alfabetizzazione scientifica e l’innovazione in tutta Europa”.

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