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| 12 ago 2024 | 11:33

In Alto Adige ancora striscioni e cartelli anti-Lupo, il GrIG: "Messaggi assurdi slegati dalla realtà. Serve sanzionare chi diffonde questi allarmi"

Già in passato il Gruppo d’Intervento Giuridico ​era intervenuto: "Tali messaggi devianti, veicolati da una cartellonistica tanto assurda quanto fomentatrice di odio, sono  davvero slegati dalla realtà di una specie di fondamentale importanza naturalistica presente al massimo con un’ottantina di esemplari, secondo i dati della Provincia autonoma di Bolzano”

Foto - Associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
Foto - Associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

BOLZANO. Ancora striscioni e cartelli anti-Lupo in Alto Adige. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha inviato una nuova “istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti” riguardo la presenza lungo alcune strade dell’Alto Adige, in particolare lungo la Selva dei Molini fra Campo Tures e Lappago, di cartellonistica anti-Lupo. Una cartellonistica, spiega in una nota l'associazione “posizionata quasi certamente in assenza di qualsiasi autorizzazione”.

 

Il GrIG aveva in precedenza inoltrato analoga istanza (22 luglio 2023) a cui aveva risposto il Commissariato di Governo per la Provincia di Bolzano. Il GrIG aveva provveduto a informare la Procura di Bolzano e i carabinieri, chiedendo di verificare l’eventuale sussistenza dei reati di procurato allarme e di affissione abusiva  e coinvolgendo per le valutazioni e i provvedimenti di competenza il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Provincia autonoma di Bolzano e il Commissario di governo.

 

Quest'ultimo, a sua volta, aveva coinvolto le Forze dell’ordine: “sono stati rinvenuti 21 striscioni anti lupo in talune località altoatesine, di cui alcuni insistenti su aree private e altri su aree pubbliche”, ora oggetto di “opportuni approfondimenti propedeutici all’eventuale irrogazione delle sanzioni amministrative previste dal quadro normativo di riferimento”.

 

La Provincia aveva spiegato che non erano state rilasciate “autorizzazioni per l’apposizione dei cartelli” e nemmeno erano arrivate delle istanze che “verrebbero rigettate, in quanto da ritenersi in contrasto con l’articolo 23 del Codice della Strada”.

 

Evidentemente ancora oggi persistono comportamenti illegittimi. Negli anni scorsi in Val d’Isarco comparvero addirittura cartelli con deliranti scritte in tedesco “proteggi i tuoi figli” e l’immagine di un lupo famelico.

 

“Tali messaggi devianti, veicolati da una cartellonistica tanto assurda quanto fomentatrice di odio – spiega l'associazione - è davvero slegata dalla realtà di una specie di fondamentale importanza naturalistica presente al massimo con un’ottantina di esemplari, secondo i dati della Provincia autonoma di Bolzano”. 

 

Secondo gli ultimi dati disponibili, “nel 2023, i danni causati dagli attacchi dei lupi al bestiame sono stati compensati con un importo di 99.209 euro”. “E’ necessario  sanzionare chi diffonde folli notizie allarmistiche, basta con il terrorismo anti-Lupo” conclude l'associazione. 

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