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| 28 ago 2024 | 17:49

La mafia sul lago di Garda e sul settore turistico, coinvolto un imprenditore: affari per 15 milioni di euro, 8 società sottoposte ad amministrazione giudiziaria

L’intero compendio societario con volume d’affari superiore nel complesso a 15 milioni di euro. Le indagini portate avanti dalla Dia hanno permesso di svelare l’esistenza di radicati rapporti e cointeressi finanziari (anche esteri) con esponenti di una famiglia ‘ndranghetista

La mafia sul lago di Garda e sul settore turistico, coinvolto un imprenditore
di Redazione

BRESCIA. Sono otto le società del Lago di Garda attive nel settore turistico e della ristorazione sottoposte ad amministrazione giudiziaria perché facenti capo ad un imprenditore che sarebbe complice della 'Ndrangheta

 

Le indagini della Direzione investigativa antimafia (Dia), hanno portato a galla  i vari rapporti di complicità con i clan della 'ndrangheta radicati tra Crotone e Cutro

 

Le 8 società coinvolte hanno sede nelle province di Brescia e Mantova e variamente operanti nei settori agricolo, ippico, estrattivo, ma soprattutto, come già detto,  turistico e della ristorazione.

 

L’intero compendio societario, con volume d’affari superiore nel complesso a 15 milioni di euro, è di proprietà di un imprenditore veronese agli arresti domiciliari nel mantovano, dove è residente dal mese di giugno 2023 ed operante soprattutto tramite un rinomato complesso ricettivo situato in una nota località turistica.

 

Gli approfondimenti condotti dalla Dia, anche mediante ricorso all’esame dei flussi di segnalazioni per operazioni sospette di riciclaggio, hanno consentito di confermare, viene spiegato dalla Dia  l’esistenza di radicati rapporti e cointeressenze finanziarie (anche estere) con esponenti di una famiglia ‘ndranghetista che, in varie circostanze, avevano palesato propensione ad intraprendere investimenti nei territori limitrofi al Lago di Garda.

 

È stata tratteggiata, quindi, “la proficua ricaduta in termini operativi ed anche finanziari, che tale tipologia di contatti – non connotati da profili di occasionalità – ha avuto sulla gestione di un’ampia parte dell’articolata sfera societaria facente capo all’imprenditore in questione”.

 

L’amministrazione delle società è stata ora affidata per la durata minima di un anno ad un collegio composto da 3 amministratori che, progressivamente, stanno subentrando nelle attività gestorie.

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