Le lepri divorano migliaia di piantine, la Giunta approva la delibera: “Previste catture e, se necessario, abbattimenti”
La Giunta provinciale ha approvato negli scorsi giorni la disciplina di controllo della lepre comune nel compendio del Casteller, dove nell'ultimo anno gli esemplari hanno divorato ben 15mila piantine di conifere e latifoglie destinate alle attività di rimboschimento

TRENTO. La Giunta provinciale ha approvato con una delibera la disciplina di controllo della lepre comune (Lepus europaeus) nel compendio del Casteller, dove i mammiferi hanno divorato nell'ultimo anno ben 15mila piantine di conifere e latifoglie destinate alle attività di rimboschimento sul territorio provinciale.
Una parte del territorio del Casteller, che ospita ad oggi due orsi (M49 e Jj4), è infatti destinata “all'attività vivaistica svolta dall'Agenzia provinciale per le foreste demaniali”, si legge nel documento, che si concretizza “nella produzione annua di conifere e latifoglie destinate a rimboschimenti, di arbusti impiegati per la creazione di barriere naturali a scopo antideriva in ambito agricolo, di specie mellifere e di piante ornamentali utilizzabili in ambiente urbano”.
Nel compendio l'attività in questione si concentra in due aree, dicono le autorità, entrambe protette da recinzione elettrificata e da rete in metallo e polietilene, dove però le lepri riescono a entrare scavando buchi nel terreno. “I danni provocati alle coltivazioni – scrive la Provincia – sono ingenti, quantificati in circa 15mila piantine in un solo anno”. E le perdite di produzione non hanno solo risvolti di tipo economico: “Ma, soprattutto, ostacolano sia i lavori di ripristino dei boschi distrutti dalla tempesta Vaia a fine 2018, sia gli interventi di riqualificazione di aree urbane e peri-urbane”.
“Obiettivo, quindi, dell'attività di controllo – si legge nella delibera – è quello di una riduzione del numero di esemplari della specie per limitare il più possibile i danni alle coltivazioni. I metodi previsti dalla disciplina sono due. In prima battuta è prevista la cattura a vivo con trappole, da posizionare nel rispetto della salvaguardia e del benessere degli animali. Questi ultimi, qualora catturati, saranno rilasciati all'interno del territorio delle foreste demaniali, secondo gli accordi presi con l'Agenzia provinciale per le foreste demaniali e dopo aver informato il Servizio sviluppo sostenibile e aree protette, qualora l'area di rilascio rientri in un sito di importanza comunitaria o confini con lo stesso”.
“Qualora il primo metodo non sortisca gli effetti desiderati – precisa poi la Pat – anche a fronte della verifica documentata del permanere dei danni, è prevista la possibilità di abbattimento delle lepri a opera del personale del Corpo forestale trentino. L'autorizzazione al controllo ha validità triennale e può essere rinnovata previo invio della rendicontazione dell'attività svolta nel periodo”.
La proposta dell'attività di controllo era già stata sottoposta all'Osservatorio faunistico nell'aprile 2024, che si era espresso positivamente: “Considerato che detta attività è limitata a un'area molto circoscritta – si riporta nella delibera – e, pertanto, l'intervento ha una scarsa rilevanza sia faunistica sia ambientale, si è ritenuto di non richiedere il parere dell'Istituto sperimentale per la protezione e la ricerca ambientale, che comunque è rappresentato all'interno dell'Osservatorio da uno dei suoi componenti”.
In poche parole, si riassume nella disciplina di controllo, il primo intervento di controllo riguarda il miglioramento, laddove necessario, della tenuta delle recinzioni, seguito dai tentativi di cattura e, eventualmente, all'abbattimento ("con l'utilizzo di armi da fuoco e munizioni atossiche"). Il periodo idoneo sia alla cattura sia all'abbattimento è compreso tra il 15 settembre e il 15 febbraio, al di fuori quindi del periodo riproduttivo. Ecco la disciplina integrale.
Articolo 1. Ambito di applicazione.
La presente disciplina di controllo della lepre comune si applica all'interno del Compendio del Casteller, gestito dal Servizio Foreste, dotato di recinzione lungo tutto il suo perimetro, e nello specifico nelle aree destinate all'attività vivaistica, anch'esse recintate stabilmente.
Articolo 2. Finalità del controllo.
La finalità del controllo è quella di limitare i danni provocati dalla lepre comune sia alle piante allevate in vaso sia a quelle allevate in pieno campo come alberatura ornamentale.
Articolo 3. Modalità e mezzi di controllo.
Il primo intervento riguarda il miglioramento, laddove necessario, della tenuta delle recinzioni.
Vanno, quindi, fatti tentativi di cattura con trappole a vivo posizionate in zone ombreggiate e controllate due volte al giorno.
Della cattura è informato il Servizio Faunistico e gli animali catturati sono rilasciati all'interno delle aree demaniali indicate dall'Agenzia provinciale per le foreste demaniali, previ accordi con la stessa.
Qualora la cattura a vivo non sia efficace o sufficiente a ridurre i danni, la cui entità resti paragonabile a quella riscontrata prima dell'attività di controllo, è possibile ricorrere all’abbattimento con l’utilizzo di armi da fuoco e munizioni atossiche.
Articolo 4. Periodo del controllo.
Il periodo idoneo sia alla cattura sia all'abbattimento è compreso tra il 15 settembre e il 15 di febbraio, al di fuori quindi del periodo riproduttivo
Articolo 5. Responsabile del controllo.
La cattura e la liberazione degli animali vivi saranno effettuate dal personale forestale oppure da altre persone specificatamente individuate dal Servizio Foreste.
In caso di abbattimento, il controllo è esercitato esclusivamente dal personale del Corpo forestale trentino, che opera nel rispetto di mezzi, modalità e periodi, di cui agli articoli 3 e 4.
Articolo 6. Monitoraggio della fauna.
L'attività di cattura e rilascio e quella di abbattimento vanno accompagnate da un piano di monitoraggio per valutare il trend del nucleo di lepri presente nell'area. Quest'attività può essere svolta o con l'utilizzo di foto-trappole oppure attraverso censimenti standardizzati, nel periodo compreso tra l'inizio della primavera e la fine dell'estate, in orario notturno.
Articolo 7. Monitoraggio dei danni.
Partendo dal dato iniziale di stima quantitativa e qualitativa dei danni alle piante presenti in vivaio, va annualmente verificato il trend dei danni secondo uno schema di rilievo standardizzato.
Articolo 8. Destinazione dei capi abbattuti.
Gli animali abbattuti vanno conferiti all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, sede di Trento, per la verifica degli aspetti sanitari. Se valutato opportuno e fattibile, le lepri possono essere cedute a istituti di beneficenza.
Articolo 9. Durata e rendicontazione dell'attività.
L'autorizzazione ha validità triennale ed è rinnovata previo invio della rendicontazione dell'attività svolta nel periodo.














