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Trento
04 dicembre | 19:50

L'ex ministro Costa denuncia penalmente il Governatore Fugatti per l'uccisione di M91. E invita alla "class action": "Fatelo anche voi. Ucciso un esemplare innocuo"

"Rivolgiamo un appello a tutte le associazioni animaliste e ambientaliste, a tutti i comitati, a tutti i singoli cittadini - spiega l'ex ministro dell'Ambiente -. Noi abbiamo denunciato il Presidente della Provincia Autonoma di Trento per la mattanza orsi, unitevi a questa battaglia, andate in un comando dei carabinieri a depositare una denuncia anche voi. Sono denunce che si abbineranno alla nostra e daranno più forza a noi che stiamo combattendo questa battaglia"

L'ex ministro Costa denuncia penalmente il Governatore Fugatti per l'uccisione di M91

ROMA. "Basta morti, è una mattanza". Il messaggio è chiaro, forte ed è supportato da una denuncia penale e dall'invito a creare una "class action".

 

L'ex ministro dell'ambiente e ora vice presidente della Camera dei Deputati Sergio Costa del Movimento 5 Stelle e le colleghe parlamentari Carmen Di Lauro, Susanna Cerchi e Gisella Naturale hanno presentato una denuncia contro il Governatore trentino Maurizio Fugatti per l'uccisione dell'orso M91, abbattuto nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 dicembre a Sporminore, in val di Non (QUI ARTICOLO).

 

"Oggi - spiega Costa - abbiamo depositato la denuncia per l'omicidio dell'orso M91 avvenuto pochi giorni fa. Una morte determinata dal presidente Fugatti in modo assurdo, atroce e senza ragione. E quindi noi lo abbiamo denunciato penalmente".

 

Ma non è finita, perché l'ex ministro dei governi Conte I e Conte II rincara la dose e chiede a gran voce il supporto di associazioni e cittadini per creare quella che avrebbe i connotati di una vera e propria "class action".

 

"Rivolgiamo un appello a tutte le associazioni animaliste e ambientaliste, a tutti i comitati, a tutti i singoli cittadini - prosegue -. Noi abbiamo denunciato il Presidente della Provincia Autonoma di Trento per la mattanza orsi, unitevi a questa battaglia, andate in un comando dei carabinieri a depositare una denuncia anche voi. Sono denunce che si abbineranno alla nostra e daranno più forza a noi che stiamo combattendo questa battaglia".

 

I quattro esponenti del Movimento 5 Stelle hanno presentato la denuncia al comando provinciale carabinieri in piazza San Lorenzo in Lucina, a Roma e si sono detti "disponibili ad essere ascoltati anche dalla Procura della Repubblica di Trento" per esporre i fatti.

 

Nella denuncia presentata vi è una minuziosa ricostruzione degli eventi.

 

"Sabato 30 novembre 2024 - si legge nella denuncia - il presidente della provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, a giudizio degli scriventi, con la deliberata volontà di impedire alcun tipo di intervento presso la giustizia amministrativa che ne compromettesse l'esito, ha firmato il decreto di uccisione dell'orso 'M91' che nei mesi scorsi era stato catturato per essere 'radiocollarato' e che nell'aprile 2024 aveva seguito un uomo nei boschi di Molveno; l'abbattimento viene motivato dal Presidente Fugatti perché 'negli ormai sette mesi trascorsi dall'inizio del monitoraggio intensivo sull'orso M91, ha trovato costante conferma la confidenza dell'esemplare, concretizzatasi in almeno 16 occasioni nelle quali l'orso in questione è stato segnalato in centri residenziali o nelle immediate vicinanze di abitazioni'; poche ore dopo l'emanazione del decreto, domenica primo dicembre 2024, il Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento ha provveduto a uccidere l'orso, grazie alla geolocalizzazione del radiocollare che ha consentito di individuare e ammazzare un animale assolutamente inoffensivo, visto che risultava essere appena andato in letargo; il giovane orso, di circa due anni d'età, era stato coinvolto ad aprile in un incontro con un turista a monte di Molveno, sull'altipiano della Paganella dove, nonostante le numerose provocazioni subite dall'uomo, non ultimi un lancio di pietre e minacce con un bastone, non aveva avuto alcuna reazione aggressiva; nonostante queste evidenze, che dimostrano la non pericolosità dell'orso, nei mesi successivi è stato catturato e radiocollarato, nonché dotato di marche auricolari per renderne ancora più facile e immediata l'individuazione".

 

"L'orso M91 - aggiungono - era accusato di frequentare con assiduità le zone antropizzate, ma in più occasioni è stato individuato mentre si nutriva da cassonetti non protetti, ossia non conformi alle previsioni del Pacobace (Piano d'Azione interregionale per la conservazione dell'Orso bruno sulle Alpi centro-orientali), riportando la responsabilità della 'confidenza' dell'animale sull'amministrazione provinciale, evidentemente incapace di gestire l'attuazione di un progetto voluto dalla stessa provincia di Trento nonché il rapporto con la fauna selvatica; in realtà la stessa provincia aveva affermato che 'non risulta alcuna storia pregressa di problematicità né di questo esemplare, né da parte dei genitori', elemento che da solo è già sufficiente a mettere in dubbio la sua pericolosità, come precisa lo stesso Pacobace, che afferma che 'per definire un orso problematico è importante conoscere la storia del soggetto e tener conto dei suoi eventuali precedenti comportamenti anomali'; in sostanza il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, non ha fatto altro che proseguire una politica feroce, spietata e insensata ai danni di una specie protetta, che appartiene al patrimonio indisponibile dello Stato, il cui reinserimento era stato voluto proprio dalla Provincia di Trento, utilizzando risorse pubbliche".

 

Secondo Costa e il Movimento 5 Stelle la "colpevole responsabilità" del presidente Fugatti è giuridicamente sostenuta vista "la recente modifica della Carta Costituzionale, la quale, all'articolo 9, nella parte dedicata ai principi fondamentali, affida allo Stato il compito di disciplinare con legge di rango primario la tutela degli animali, sottoponendo l'eventuale uccisione degli animali alla rigida previsione della legge dello Stato. La recente introduzione, con l'approvazione della legge 20 luglio 2004, n. 189, nel libro II del codice penale, del Titolo IX bis, dedicato ai 'Delitti contro il sentimento per gli animali', comprende l'articolo 544-bis che punisce con la reclusione da 4 mesi a 2 anni l'immotivata uccisione di un animale".

Viene quindi chiesto alla Procura di Trento "di valutare l'opportunità di svolgere adeguati approfondimenti per ricostruire forma e modalità dell'azione amministrativa che ha portato all'uccisione dell'orso denominato M91, al fine di valutare la presenza di comportamenti illeciti o omissivi sotto il profilo gestionale ed amministrativo, nonché di verificare se la decisione assunta dal Presidente Maurizio Fugatti possa in qualche misura configurare una violazione delle citate disposizioni in materia di tutela degli ecosistemi e degli animali, nonché - in particolar modo - dell'articolo 544-bis del Codice Penale, in merito al quale non si ravvede la presenza di un reale 'stato di necessità', quale esimente rispetto al citato reato".

 

La questione verrà poi portata anche a livello europeo. Una lettera, firmata da altri due deputati, Alessandro Caramiello e Ilaria Fontana, è stata inviata alla Commissaria Europea all'Ambiente Jessika Roswall con la richiesta di una verifica ispettiva per prevenire eventuali infrazioni. E' spiegato che l'orso M91 era "un esemplare di orso bruno euroasiatico (Ursus arctos arctos), specie particolarmente protetta ai sensi della normativa vigente".

 

La decisione di abbatterlo, è riportato nel documento "è stata giustificata dalla presunta pericolosità che, in esito ad un monitoraggio effettuato anche per effetto di un radio collare, l'animale avrebbe dimostrato per la sua tendenza ad avvicinarsi ad esseri umani, centri abitati. Le motivazioni addotte a sostegno di tale decisione non appaiono tuttavia convincenti, né sotto il profilo strettamente giuridico né con riferimento alla ricostruzione della situazione fattuale, e presentano profili di evidente contrasto con la disciplina di cui alla direttiva 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna".

 

 

"Quando Costa era ministro - ha ricordato la deputata Carmen Di Lauro - avevamo elaborato un piano orso, che doveva servire per favorire proprio la convivenza tra gli esseri umani e gli orsi, ma la regioni del Nord, all'epoca, lo bloccarono".

 

"Si tratta dell'ennesimo abbattimento - le fa eco la senatrice Gisella Naturale - che ci vede qui oggi a dire "basta". Lo diciamo anche con una lettera inviata alla commissaria europea per l'Ambiente, affinché vi sia una verifica ispettiva per prevenire un'eventuale infrazione a cui questo governo ci espone. Con ulteriori oneri per i cittadini".

 

"Siamo contrari alla caccia - ha concluso la deputata Susanna Cerchi - e stiamo facendo di fare di tutto per bloccare la legge Bruzzone.

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