"No orsi e lupi" la protesta nelle valli. Bearsandother: "Non fa bene al territorio" e sull'orso gigante a Molveno: "Non deve dipendere dalla famiglia di Andrea Papi"
Nei giorni scorsi in diversi territori sono apparsi gli striscioni con le scritte "No orsi e lupi" e "Basta Orsi". Marco Ianes segretario dell'associazione Bearsandothers spiega: "Pensano di orientare la politica con queste sceneggiate quando ci sono delle leggi internazionali che devono essere applicate". E sull'orso gigante realizzato a Molveno: "Una polemica inutile, si vuole strumentalizzare una tragedia"

TRENTO. “Fa male questa politica del terrore, fa male al turismo e a tutto il Trentino”. Marco Ianes dell'associazione Bearsandothers critica gli striscioni che sono stati appesi in diverse zone del Trentino.
Il problema e quanto mai sentito. “No orsi e lupi”, “Basta orsi” sono le parole che si ritrovano lungo le strade, su striscioni appesi alle reti dei cantieri o sugli steccati in prossimità delle curve. Un messaggio chiaro che nelle scorse ore è apparso in diversi comuni.
“Siamo davanti ad un problema che è enfatizzato dalla politica in maniera forte e anche molto pericolosa” spiega ancora Ianes. “Abbiamo registrato negli anni 7 scontri uomo – orso, un numero ben inferiore ai gravi incidenti di montagna e non serve nemmeno fare paragoni. Così facciamo male alla nostra terra”.

Già in passato iniziative del genere erano state adottate nelle valli trentine. “Pensano – spiega ancora il referente dell'associazione Bearsandothers – di orientare la politica con queste sceneggiate quando ci sono delle leggi internazionali che devono essere applicate. Bisogna invece riprendere un ragionamento politico sulle procedure da mettere in campo per la convivenza e la sicurezza a partire dai bidoni anti-orso. Abbiamo avuto di recente l'approvazione della variazione di bilancio da oltre un miliardo. Possibile che non si sia trovato qualche milione per sostituire in maniera più veloce i bidoni nelle valli? Bisogna invece attendere fino al 2028. Certi hanno bisogno di tenere alta la tensione e la paura per nascondere tutti gli altri problemi che ci sono a partire dalla scuola fino alla sanità”.
A tenere banco in questi giorni è anche il gigantesco orso in legno realizzato dal famoso artista Marco Martalar a Molveno in località Pradel. Una scultura che sta scatenando polemiche perché 'bocciata' dalla famiglia di Andrea Papi, il ragazzo ucciso dall'orsa JJ4 lo scorso anno.
“Quella che stiamo sentendo è una polemica inutile – chiarisce ancora Ianes – forse non era il momento giusto viste le tensioni che ci sono ma un'opera di questo genere non deve dipendere, con tutto il rispetto, dalla famiglia Papi”.
Si ribadisce il massimo rispetto per la tragedia, spiega l'associazione Bearsandothers ma “Il Trentino non ruota attorno ad una disgrazia. Si gira pagina, ma si sta invece utilizzando questa tragedia in modo strumentale dalla politica e anche la famiglia Papi sta esagerando”.
Ianes spiega che “sono in molti quelli che si stanno marciando su questa tragedia a partire dai tanti gruppi creati sui social” ed è ora di “finirla di sfruttare il simbolo di un ragazzo morto”.












