Pennacchi 'gerarca' cita su La7 il consigliere Joe Formaggio e lui lo invita ad Albettone: "Essere citato da un tale artista è il riconoscimento di tanti anni di impegno"
Nel monologo andato in scena a 'Propaganda Live' su La7 Andrea Pennacchi ha chiamato in causa l'ex sindaco di Albettone, ora consigliere regionale di Fratelli d'Italia: prontamente è arrivata la replica

TRENTO. "La satira è uno specchio dove chi guarda scopre la faccia di tutti tranne la propria", scriveva secoli fa un poeta. Specchio o no, quel che è certo è che essere citati in tal chiave tocca sempre nel profondo, e spesso provoca anche "reazioni" o puntuali "botta e risposta".
E così è successo anche al consigliere regionale di Fratelli d'Italia del Veneto Joe Formaggio dopo essere stato chiamato in causa in un monologo dal celebre attore Andrea Pennacchi che nei giorni scorsi, nel programma Propaganda Live su La7, vestito scherzosamente da gerarca nazista, ha affermato: "Andavamo a casa del nostro amico Joe Formaggio a pianificare la denomadificazione di un comune e ci scaldavamo tutti insieme al calore di una roulotte gitana in fiamme". Il riferimento è a quando nel 2015 l'allora sindaco del comune vicentino di Albettone, proprio nel giorno dedicato alla cultura Rom e Sinti, emanò una delibera che vietava la sosta dei loro caravan, facendo apporre in paese dei cartelli (molto discussi e in seguito rimossi) di divieto di sosta per i nomadi.
Come detto, la risposta di Joe Formaggio non si è fatta attendere. “Essere citato nella satira da un artista del livello di Andrea Pennacchi è il riconoscimento di tanti anni di impegno sul territorio per il rispetto delle regole e oltre l’ipocrisia del politicamente corretto” ha affermato il consigliere, specificando come – prima da sindaco e poi da consigliere, si sia sempre battuto "perché le prepotenze non trovassero cittadinanza nella provincia di Vicenza e in particolare nelle zone che conosco meglio".
"Per questo ho avuto non poche ed eccessive reazioni da chi confonde la politica dei diritti con quella dei doveri" puntualizza Joe Formaggio, specificando: "Ovvio che la satira si occupi anche di politica, ed è altrettanto scontato che si scelga per ragioni di scena la narrazione che mi tratteggia come un persecutore di rom e stranieri, ma non è la verità. Soprattutto in ogni dichiarazione, anche sopra le righe, non c’è mai violenza: solo il richiamo ai doveri di ogni cittadino, altrimenti rischiamo di far pagare a chi rispetta le regole la prepotenza di chi non le rispetta”.
E dopo la puntualizzazione, ecco il coup de théâtre del consigliere regionale: "Invito ufficialmente Andrea Pennacchi a venire ad Albettone a proporre i suoi monologhi, e lo esorto anche a rendersi conto che la tolleranza zero è altra cosa rispetto alla violenza o alla sopraffazione. Qui non si incendiano roulotte ma si lavora nell’interesse della comunità per far rispettare le regole attraverso gli strumenti che la legge ci consente, grazie all’impegno della polizia municipale e delle forze dell’ordine”.












