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Trento
18 marzo | 12:22

Tagliano oltre 1200 viti del presidente del Consorzio Trentino di bonifica. Anbi: " Atto doloso. Crescenti interessi che si muovono attorno alla gestione idrica"

"Il taglio doloso di 1255 viti non solo è un danno economico ed ambientale, ma è tanto più odioso, perché perpetrato ai danni di chi, come un amministratore di Consorzio di bonifica, è impegnato, con spirito prioritariamente volontaristico, nella tutela di un interesse collettivo, quale la tutela del territorio” ha affermato il presidente Anbi Francesco Vincenzi

Tagliano oltre 1200 viti del presidente del Consorzio Trentino di bonifica
di Redazione

TRENTO. “Il grave atto, di cui è stato oggetto l’attività agricola di Luigi Stefani, presumibilmente per l’attività svolta in qualità di Presidente del Consorzio Trentino di bonifica, è un segnale dei crescenti interessi, che si muovono attorno alla gestione idrica; nell’attesa che gli organi di polizia completino le indagini, non possiamo nascondere che l’ente consortile, grazie alla sua capacità progettuale ed operativa, è destinatario di importanti finanziamenti pubblici, destinati ad incrementare servizi collettivi per lo sviluppo di un’agricoltura sempre più sostenibile”: a richiamare  attenzione sul gesto intimidatorio è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), di cui Stefani è componente del Consiglio.

 

Sono oltre 1200 le viti che qualcuno, armato di forbice a batteria, ha tagliato di netto. Due i terreni, nella zona fra Mezzocorona e Roverè della Luna, presi di mira. “Io credo che quello che è successo – aveva spiegato nei giorni scorsi Stefani a il Dolomiti – possa essere ricondotto a qualche decisione presa con il Consorzio di bonifica. Può essere che i lavori che portiamo avanti o le decisioni prese possano aver scontentato qualcuno. Ma noi applichiamo solo le regole che ci sono”. 

 

Solidarietà è stata espressa dall'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue. “Esprimendo solidarietà  alla famiglia Stefani, invitiamo non solo le Autorità competenti a vigilare, ma le comunità del territorio a stringersi attorno agli enti consortili, impegnati a tutelare, nel rispetto delle normative di legge, una risorsa comune come l’acqua. Il taglio doloso di 1255 viti non solo è un danno economico ed ambientale, ma è tanto più odioso, perché perpetrato ai danni di chi, come un amministratore di Consorzio di bonifica, è impegnato, con spirito prioritariamente volontaristico, nella tutela di un interesse collettivo, quale la tutela del territorio” conclude il  presidente Anbi Francesco Vincenzi. 

 

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