A Roma in bici per i bambini di Casa Pollicino, il viaggio di sei amici bellunesi: "Il prossimo anno vogliamo arrivare in Romania"
Questa volta sono in sei e arrivano a Roma in sella alle loro biciclette. Dopo il viaggio dei quattro alpini verso Biella, vi raccontiamo quello di sei amici bellunesi, direzione capitale, con uno sfondo benefico. Il 31 maggio il gruppo partirà infatti in gravel per percorrere 760 chilometri: l’obiettivo è raccogliere fondi in favore dei bambini di Casa Pollicino, che sostiene minori in difficoltà a Petrosani

BELLUNO Questa volta sono in sei e arrivano fino a Roma, ma sempre pedalando. Dopo il viaggio di “quelli della graziella” verso Biella, vi raccontiamo quello di sei amici bellunesi, direzione capitale, con uno sfondo benefico. “Una tradizione nata come una cosa tra amici e amanti della bicicletta, per trascorrere del tempo in sella e visitare posti nuovi. Dei sei, io ho 50 anni e sono il più giovane, e arriviamo ai 60 anni compiuti da poco: veniamo da Soverzene, Limana, Castion, Nevegal e Longarone, ma facciamo tutti parte del gruppo bike Castion, un gruppo agonistico-festaiolo” racconta a il Dolomiti Alessandro Salvador.
Alessandro fa parte del team che il 31 maggio partirà da Belluno in bicicletta per raggiungere Roma. Gli altri sono Andrea Mezzavilla, Paolo De Bona, Gianni Savaris, Guido Tison e Fabio D’incà: 760 chilometri con oltre 7.500 metri di dislivello positivo, e sarà possibile seguirli nella raccolta KOMOOT “Belluno – Roma per Pollicino”. Ogni anno il gruppo fa dei viaggi fuori provincia, viaggi nati per amicizia, per visitare posti nuovi e fare festa insieme, e ora accompagnati da una raccolta fondi in favore del Comitato Pollicino.
“Abbiamo iniziato con la Caorlina: da Belluno a Caorle, a fare un po’ di festa, si dorme e si torna, e una volta l’anno continuiamo a farla. Da qui - prosegue Alessandro - è partita l’idea del viaggio in gravel: il primo è stato in Toscana, l’anno scorso a La Spezia e quest'anno è venuta fuori l’idea di Roma. Poiché nel gruppo Paolo e Andrea sono molto amici del Comitato Pollicino, abbiamo unito la raccolta fondi: abbiamo infatti sempre fatto la staffetta alla 24h bike for Pollicino per raggiungere la distanza di 1.200 km che separa Belluno da Petrosani, dove c’è Casa Pollicino. Quest’anno, non essendoci la 24h, abbiamo informato il Comitato del viaggio e iniziato così a organizzare la raccolta fondi”.
L’associazione Pollicino, infatti, nata nel 2002 per aiutare i bambini in difficoltà di Petrosani (gemellata con Ponte nelle Alpi), ha inaugurato qui nel 2008 Casa Pollicino, un centro diurno per accogliere bambini e ragazzi con problematiche diverse, disabilità gravi e medio gravi, intellettive e fisiche, disagi sociali, abbandoni scolastici e abbandoni familiari. “Le donazioni sono già attive - spiega Alessandro - e, in itinere, l’associazione Oltre Team curerà il diario di bordo giornaliero, con i momenti più significativi del viaggio. In più, ci siamo noi sui social: tutto il ricavato di questa visibilità sarà devoluto a Pollicino. L'iniziativa è nata un po’ in ritardo, ma devo dire che si sono già mossi in parecchi. Inoltre, si tratta di un'anteprima: la sfida per il prossimo anno è arrivare direttamente in Romania. Quindi adesso iniziamo a capire come possiamo fare del bene, affinché la gente, seguendoci, possa donare”.
Si parte quindi alle 8 di sabato 31 davanti l’ufficio di Comitato Pollicino a Belluno, dove si terrà anche una colazione di “buon viaggio” aperta al pubblico. L’arrivo invece è previsto il 5 giugno davanti all’Obelisco Vaticano di Piazza San Pietro. Nel mezzo, l’avventura: “La prima tappa è già prenotata a Rovigo, poi di giorno in giorno vedremo come va. Indicativamente anche le altre tappe sono decise, ma non necessariamente saranno rispettate: contiamo comunque di arrivare il giovedì a Roma, dove ci raggiungerà un furgone con due amici, con i quali ripartiremo la domenica mattina. Nel mezzo, avremo anche una visita programmata a palazzo Chigi. Gli amici della graziella sono stati bravi ad arrivare fino a Biella: in questi casi è sempre un lavoro di squadra, nel nostro gruppo c’è chi si è occupato delle divise, chi del percorso, chi degli sponsor, chi degli alloggi. Ognuno insomma fa la sua parte” conclude Alessandro.












