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| 14 nov 2025 | 10:36

Acquisti online e tassa sui pacchi extra-Ue (da meno di 150 euro). Codici: “Siamo contrari, così crescono i prezzi e si danneggiano i consumatori”

"L'associazione Codici sottolinea come la misura, generalizzata e priva di distinzioni tra pratiche scorrette e commercio legittimo, rischi di distorcere il mercato anziché riequilibrarlo"

Acquisti online e tassa sui pacchi extra-Ue (da meno di 150 euro)

TRENTO. “Una misura protezionistica che danneggia consumatori e innovazione”. È questo il giudizio dell'associazione Codici – un'associazione per la tutela dei consumatori – sul via libera arrivato in sede Ecofin per la tassazione sui piccoli pacchi (con valore inferiore ai 150 euro) provenienti dai mercati extra-Ue e venduti online.

 

La misura, da tempo caldeggiata anche dal ministro dell'Economia e delle finanze italiano Giancarlo Giorgetti, è stata salutata con entusiasmo anche da Confcommercio mentre lo stesso Mef ha parlato di “un risultato importante per l'Italia che aveva proposto e sostenuto la misura”, in particolare in un mercato “invaso da spedizioni online da parte di piattaforme non europee. Un fenomeno che sta distruggendo il commercio al dettaglio”.

 

Di diverso avviso è l'associazione dei consumatori, che ha deciso invece di presentare un reclamo formale alla Commissione europea: “L'associazione Codici – scrive – esprime forte contrarietà rispetto alla decisione dell'Unione europea di eliminare l'esenzione da dazi e Iva per gli acquisti online provenienti da Paesi extra-Ue sotto i 150 euro. Una scelta che, pur presentata come intervento contro la concorrenza sleale, si tradurrà nei fatti in un aggravio economico per milioni di cittadini e in un rallentamento della competitività europea”.

 

L'imposizione di dazi e Iva sui piccoli acquisti all'estero, continua l'associazione: “Comporterà un aumento immediato dei prezzi, riducendo ulteriormente il potere d'acquisto delle famiglie. A ciò si aggiungeranno probabili ritardi nelle consegne dovuti a maggiore congestione doganale e possibili commissioni aggiuntive applicate dagli operatori logistici. Il consumatore europeo rischia così una doppia penalizzazione: pagare di più e ricevere un servizio peggiore”.

 

Codici, in altre parole, presenta l'impostazione tariffaria come una forma di “protezionismo inefficace”, che rischia di “indebolire la concorrenza invece di rafforzarla”. “La riduzione della pressione competitiva – continua – nei confronti dei produttori europei può generare un pericoloso effetto di adagiamento, riducendo gli incentivi a innovare, migliorare i prodotti e contenere i costi. Inoltre, l'aumento dei prezzi dei componenti tecnologici importati penalizzerà startup, Pmi, ricercatori e imprese che utilizzato prodotti low-cost per sperimentazione, prototipazione e sviluppo. Una scelta miope e in contrasto con gli obiettivi della transizione digitale e delle politiche europee sull'innovazione”.

 

“L'associazione Codici – concludono i responsabili – sottolinea come la misura, generalizzata e priva di distinzioni tra pratiche scorrette e commercio legittimo, rischi di distorcere il mercato anziché riequilibrarlo. La tutela del commercio locale non può tradursi in una compressione dei diritti dei consumatori, né in barriere tariffarie che riducono la libertà di scelta. È necessario intervenire con controlli mirati, regolazione intelligente e politiche industriali moderne, non con strumenti che ricordano modelli protezionistici già dimostratisi controproducenti”.

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