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Bolzano
23 marzo | 10:29

Aglio orsino, è allarme per la raccolta selvaggia: si rischiano multe salate, fino a cinque euro per stelo

E' l'allarme che è scattato in Alto Adige dove negli ultimi anni la raccolta illegale dell'aglio orsino sta causando diversi problemi all'ecosistema 

Aglio orsino, è allarme per la raccolta selvaggia: si rischiano multe salate, fino a cinque euro per stelo
di Redazione

BOLZANO. Danni da calpestio con conseguenze sulla flora e sulla fauna locale. C'è massima attenzione in Alto Adige per la raccolta dell'aglio orsino (Allium ursinum) classificato come “pianta minacciata” nella lista rossa altoatesina.

 

Si trova solo in poche località, spesso in biotopi protetti e purtroppo, in particolare in primavera, la corsa a questo popolare ortaggio selvatico ha raggiunto un livello tale da non essere più compatibile con la protezione dei biotopi. Una situazione, ha spiegato l'Ufficio Natura della Provincia autonoma di Bolzano, che è peggiorata negli ultimi anni.

 

L'eccessiva raccolta ha portato alla massiccia riduzione di alcune popolazioni di aglio orsino, facendole scomparire quasi del tutto. Ciò non influisce solo sulla sopravvivenza della specie in sé, ma disturba anche il delicato ecosistema delle aree protette.

 

Per contrastare la raccolta incontrollata di aglio orsino, il Servizio forestale sta portando avanti diversi controlli in queste settimane effettuerà molteplici controlli. Chiunque lo raccolga illegalmente rischia multe salate, fino a cinque euro per stelo.

 

L'invito che arriva dall’Ufficio Natura agli amanti dell’aglio orsino è quello di seguire le regole per preservare le popolazioni selvatiche minacciate. “Chi in primavera non vuole rinunciare al gusto dell'aglio orsino fresco, dovrebbe optare per piantine provenienti dalle giardinerie locali. Queste possono essere facilmente piantate nel proprio giardino e crescono bene sia in aiuola che in vaso. In questo modo, ognuno può godere del gusto dell’aglio orsino in modo facile e sostenibile, preservando allo stesso tempo le risorse naturali” ha spiegato Valentina Princigalli, responsabile dei biotopi dell’Oltradige, Bassa Atesina e Burgraviato per l’Ufficio Natura.

 

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