Arriva in provincia il nuovo numero europeo per guardia medica e servizi non urgenti: ecco da quando e come funziona
Entra in funzione anche in provincia il nuovo numero europeo per i servizi sanitari e socio-sanitari non urgenti: sarà la nuova linea per accedere alla guardia medica, ma non solo. Ecco il dettagli

BELLUNO. Entra in funzione anche in provincia di Belluno il nuovo numero europeo per i servizi sanitari e socio-sanitari non urgenti. Il 116117 sarà infatti attivo dall’8 ottobre e sarà la nuova linea per accedere alla guardia medica, ma non solo. “Una progettualità che si inserisce nella normativa nazionale che ha ridisegnato il modello per l’assistenza territoriale, con l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitario per operare più vicino alla comunità” afferma Giuseppe Dal Ben, commissario Ulss 1 Dolomiti.
Nell’ambito del decreto ministeriale 77/2022, la Regione Veneto ha infatti attivato sei linee progettuali: le case della comunità (saranno 4 in provincia di Belluno, di cui Agordo già attiva), l’infermiere di famiglia, la farmacia dei servizi (in corso su diverse farmacie, dove si possono già fare diversi screening o le vaccinazioni antinfluenzali e anti Covid), l'assistenza domiciliare e cure palliative, COT e telemedicina e appunto il 116117.
“Precisamente si chiama Nea, Numero europeo armonizzato - spiega Lucia Dalla Torre, direttrice del distretto di Belluno - ed è attivo tutti i giorni 24 ore su 24. L’obiettivo è servire tutti i cittadini, residenti e non, che hanno una necessità di tipo sanitario o socio-sanitario non urgente. Tutti i Comuni bellunesi saranno serviti dunque dallo stesso numero, cui risponde la centrale regionale di Mestre dove è presente anche un servizio multilingua”.
Insomma, il 116117 è prima di tutto il nuovo numero da chiamare per contattare la guardia medica (oggi definita “continuità assistenziale”), cui prima si accedeva chiamando il 118 nel distretto di Belluno e lo 0439.883287 a Feltre - quest’ultimo sarà dismesso. Risponde però anche a tutta una serie di bisogni non urgenti di carattere informativo (ad esempio qual è la farmacia di turno), sanitario (la richiesta del certificato di malattia negli orari in cui non è disponibile il proprio medico di base) e socio-sanitario (richiedere del certificato di vaccinazione o per inserire un familiare in una struttura assistenziale).
Un servizio non da poco in provincia di Belluno, contando che le sole richieste per la guardia medica arrivano a 28.279 chiamate l’anno - che si risolvono per la maggior parte in consulti telefonici (15.742), seguiti da interventi ambulatoriali, domiciliari o ricoveri.
“L’utente quindi chiama la centrale - aggiunge Giusi De Prà, del Coordinamento Rsa e cure primarie del distretto di Belluno - e l’operatore ne valuta il bisogno, escludendo prima di tutto l’eventuale urgenza. Poi decide se rilasciare già l’informazione, collegarsi con uno dei 7 centri di continuità assistenziale del territorio bellunese o, in caso di necessità di tipo socio-sanitario, inviare un ticket alla nostra azienda sanitaria. Per realizzare questo coordinamento, abbiamo mappato tutti i nostri servizi territoriali, censito tutti i bisogni socio-sanitari che possono essere espressi e ognuno di essi è stato codificato in modo che si possa indirizzare al servizio adeguato”.
“In questo modo si porta a compimento l’informatizzazione di tutte le sedi di continuità assistenziale: quando il sistema sarà completato in Veneto, il servizio sarà presente in ogni sede di continuità, segnando un salto di qualità sia per il lavoro del professionista sia per una migliore programmazione e raccolta delle richieste” conclude Dalla Torre.
A breve partirà anche la campagna informativa tramite i canali social dell’Ulss e con manifesti affissi nei punti di interesse, come farmacie e studi medici.












