Benko resta in carcere: niente scarcerazione per l'ex tycoon. Troppo alto il pericolo di fuga e di reiterazione del reato
Benko è al centro di un’inchiesta complessa e articolata: sono infatti 13 i filoni d’indagine attualmente in corso, tutti legati al tracollo del gruppo Signa

INNSBRUCK. René Benko resta in carcere. Il tribunale regionale di Vienna per le cause penali ha rigettato per l’ennesima volta la richiesta di scarcerazione presentata dall’avvocato difensore Norbert Wess, disponendo una proroga della custodia cautelare di altri due mesi, fino al prossimo 6 ottobre. La Procura si è espressa negativamente sulla scarcerazione, ritenendo ancora sussistenti i motivi di detenzione.
“Il Tribunale continua a ritenere che sussistano forti indizi di colpevolezza, nonché i motivi di detenzione del pericolo di recidiva e della proporzionalità”, ha spiegato la portavoce del tribunale, Christina Salzborn.
Il primo processo penale contro René Benko, fondatore del gruppo Signa, si svolgerà presso il tribunale regionale di Innsbruck, e non più a Vienna come inizialmente previsto. Parallelamente, la Procura economica e anticorruzione austriaca ha inviato un’ulteriore relazione alle autorità superiori, lasciando presagire una nuova, imminente accusa a carico dell’imprenditore tirolese.
Benko è al centro di un’inchiesta complessa e articolata: sono infatti 13 i filoni d’indagine attualmente in corso, tutti legati al tracollo del gruppo Signa. L’imprenditore è inoltre coinvolto nell’indagine “Romeo” condotta dalla Procura di Trento, avviata nel dicembre dello scorso anno. L’inchiesta, che ha scosso il panorama politico ed economico italiano, vede iscritte 77 persone nel registro degli indagati, tra cui amministratori pubblici, politici, imprenditori, giornalisti e professionisti, per un presunto intreccio illecito tra affari e politica.
Sul fronte economico, la disgregazione dell’impero Signa continua: dopo il Waltherpark, anche il centro commerciale Kaufhaus Tyrol di Innsbruck ha cambiato proprietà. Il nuovo proprietario è la società immobiliare tedesca Midstad, che ha acquisito quello che un tempo era considerato uno dei gioielli del portafoglio immobiliare di Benko.







