René Benko farà il falegname in carcere: l'ex magnate inizierà un corso di formazione professionale
Dopo oltre un anno di detenzione, Benko vorrebbe "concentrarsi su un'attività lavorativa"

INNSBRUCK. E così René Benko ha deciso che vuole diventare falegname.
Non una scelta spontanea presa da uomo libero, si intende. Ma comunque una scelta importante per il suo futuro. L'ex magnate, che da oltre un anno si trova in custodia cautelare ad Innsbruck per il crack del suo impero Signa e che tuttora è indagato anche in Italia, ha deciso di iniziare la formazione professionale durante la detenzione.
E' la rivista economica Trend a riportare la notizia, sottolineando che, preso atto che la sua detenzione non finirà in tempi brevi, il 48enne avrebbe preso la decisione di guardare al suo futuro dietro le sbarre e di costruirsi, nel limite del possibile, una vita in carcere.
Come spiega inoltre il suo legale Norbert Wess, fino ad ora, il suo assistito era stato assorbito dall'analisi dei fascicoli. Ora invece può dedicarsi a un'attività lavorativa.
Il penitenziario e la Procura hanno accolto l'istanza.
Intanto il panorama finanziario legato a René Benko ha subito un ulteriore scossone con l'istanza di insolvenza presentata a Innsbruck dalla Laura Privatstiftung, la fondazione di famiglia del magnate austriaco, in seguito all'ordine di versare circa 900 milioni di euro al fondo sovrano Mubadala di Abu Dhabi.
Questo nuovo tassello del crac si inserisce nel più ampio collasso del gruppo immobiliare Signa, iniziato nel 2023, che ha travolto un impero di proprietà di lusso e grandi magazzini con ramificazioni significative anche in Trentino Alto Adige, dove spicca il progetto del Walterpark a Bolzano.
Benko, coinvolto nell'inchiesta Romeo a Trento, affronta una situazione giudiziaria complessa: nonostante le condanne per frode fallimentare ricevute tra ottobre e dicembre — contro le quali ha presentato appello professando la propria innocenza — il consiglio della fondazione intitolata a sua figlia ha dovuto cedere alle pressioni dei debiti derivanti da due lodi arbitrali.
La vicenda tocca da vicino anche figure professionali locali, come il commercialista Heinz Peter Hager, amministratore delegato del trust fino a dicembre 2024 e anch'egli sotto indagine, mentre il tribunale di Innsbruck ha già avviato la procedura concorsuale.
La portata di questa crisi appare vastissima, poiché, come evidenziato dall'associazione dei creditori KSV1870, i curatori dovranno districarsi in un organigramma intricato che comprende centinaia di società sparse in diversi Paesi, rendendo la ricostruzione del patrimonio un compito di estrema difficoltà.












