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Bolzano
15 ottobre | 17:34

Bancarotta fraudolenta, Benko condannato dalla Corte d'Assise di Innsbruck

Si trattava di un primo filone di inchiesta che riguarda il crack del Gruppo Signa. L'imputato doveva rispondere dell'accusa di bancarotta fraudolenta in relazione al dissesto di quello che fu un impero immobiliare e commerciale con un patrimonio stimato al suo apice in 5,5 miliardi di euro. La cifra d'insolvenza del Gruppo Signa è un record assoluto: 10,8 miliardi di euro, una somma che sbaraglia il precedente primato dell'Alpine Bau (3,2 miliardi)

Bancarotta fraudolenta, Benko condannato dalla Corte d'Assise di Innsbruck
di Redazione

BOLZANO/INNSBRUCK. Condannato per bancarotta fraudolenta a due anni di reclusionea. Questa la decisione della Corte d'Assise di Innsbruck in merito al primo filone della maxi inchiesta per il crack del Gruppo Signa. 

 

Dopo nove mesi di custodia cautelare, il 48enne si è presentato in Corte d'Assise ieri visibilmente provato e dimagrito, dichiarandosi, come prima cosa, innocente. Il tirolese non ha rilasciato altre dichiarazioni davanti alla corte. Tra ieri e oggi sono stati ascoltati otto testimoni. L'imputato doveva rispondere dell'accusa di bancarotta fraudolenta in relazione al dissesto di quello che fu un impero immobiliare e commerciale con un patrimonio stimato al suo apice in 5,5 miliardi di euro. La cifra d'insolvenza del Gruppo Signa è un record assoluto: 10,8 miliardi di euro, una somma che sbaraglia il precedente primato dell'Alpine Bau (3,2 miliardi).

 

In concreto Benko avrebbe, secondo l'accusa, sottratto alla massa fallimentare complessivamente 660.000 euro tramite donazioni, affitti per una villa e altri versamenti. Il Tribunale ha contestato al 48enne una donazione di 300.000 euro alla madre, mentre l'ha assolto dall'accusa di aver sottratto alla massa fallimentare altri 360.000 euro tramite affitti per una villa nel capoluogo tirolese.

 

Il processo, che già ieri aveva attirato settanta testate accreditate, segna l'inizio della fase giudiziaria per un fallimento che ha avuto un impatto sistemico sull'economia austriaca. Si tratta comunque solo del primo filone della maxi inchiesta della Procura anti-corruzione di Vienna. In Italia, invece, dovrà rispondere di associazione a delinquere, turbativa d’asta, finanziamento illecito ai partiti, truffa e traffico illecito di influenze. 

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