Caso Schwazer, la Corte Europea dei diritti dell'uomo contro il Governo svizzero. Il procedimento "servirà per stabilire se ho avuto un processo equo"
"Come abbiamo sempre detto - questo il commento di Schwazer -, andremo fino in fondo con tutti i mezzi possibili e per questo motivo abbiamo anche fatto questo procedimento davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, l'ultimo iter possibile per quanto riguarda la giustizia sportiva. Era maggio del 2022, ora abbiamo passato un altro scoglio, però il finale è ancora tutto da scrivere"

BOLZANO. Un altro procedimento. La vicenda riguardante la squalifica di Alex Schwazer si arricchisce di un altro capitolo. Che potrebbe aprire ulteriore clamorosi scenari.
La Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, secondo quanto hanno riportato fonti vicine al marciatore svizzero all'Agi, ha deciso infatti di aprire ufficialmente un procedimento contro il Governo svizzero.
Il motivo? Il rifiuto del Tribunale elvetico di revisionare la sentenza arbitrale dopo che le autorità italiane, nel 2021, decisero di d'archiviare il processo penale "per non aver commesso" il fatto.
L'anno successivo, nel 2022, l'ex marciatore altoatesino presentò ricorso al Tribunale svizzero, che rispose negativamente.
"Come abbiamo sempre detto - questo il commento di Schwazer -, andremo fino in fondo con tutti i mezzi possibili e per questo motivo abbiamo anche fatto questo procedimento davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, l'ultimo iter possibile per quanto riguarda la giustizia sportiva. Era maggio del 2022, ora abbiamo passato un altro scoglio, però il finale è ancora tutto da scrivere. Come dico sempre, rimpianti non ne ho perché io, come tutte le altre persone che sono state vicine, abbiamo sempre dato tutto e siamo riusciti ad arrivare dove si poteva arrivare. Tutto qui, quindi io di rimpianti non ne ho. Il procedimento di Strasburgo chiarirà il fatto se ho avuto un processo equo oppure no, non entrerà in merito. Sono sereno come sempre".
Il processo sportivo contro Alex Schwazer era stato avviato nel 2016: la Federazione Internazionale di Atletica Leggera aveva comunicato la sua positività, rilevata all'interno di un campione d'urina dopo una seconda analisi effettuata alcuni mesi dopo il prelievo.
Il marciatore di Racines era stato squalificato in via preventiva ma, per cercare di partecipare alle Olimpiadi di Rio del 2016, aveva accelerato la procedura, rinunciando al giudizio di primo grado e sottoponendosi direttamente al procedimento davanti al Tas. Che lo aveva squalificato per 8 anni.
In Italia, invece, era stato avviato un procedimento penale per doping nei confronti del campione olimpico della 50 chilometri di marcia a Pechino 2008 e, nel febbraio 2021, il tribunale di Bolzano aveva archiviato in via definitiva, la vicenda, avendo accertato che il campione di urina, all'interno del quale era stata riscontrata la positività di Schwazer, era stato manipolato. L'assoluzione arrivò con formula piena" per non aver commesso il fatto.














