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Belluno
27 ottobre | 16:51

“Dai vegnì zo in val che ghe xe da far andar avanti tut!", il manifesto di Adecco fa arrabbiare tutti. I sindacati: ''Insulto per tutti gli abitanti delle terre alte''

In questo modo la cultura di montagna, secondo i sindacati, viene vilipesa e oltraggiata sia dall'immagine proposta sia dal testo, poiché non fa che “avvalorare lo stereotipo, distante dalla realtà, del montanaro rozzo e semianalfabeta - sostengono - non tenendo in nessun conto le tradizioni e la dignità delle lingue minoritarie”

BELLUNO. Un appello in dialetto a lasciare le montagne e scendere verso valle per lavorare solleva le proteste delle associazioni sindacali, che esprimono “iniziale sconcerto e successivo sdegno” per una pubblicità di Adecco recentemente comparsa a Belluno - e della quale chiedono ovviamente l’immediato ritiro.

 

Il manifesto ritrae infatti un ragazzo che indossa abiti da lavoro, accompagnato dallo slogan “Dai vegnì zo in val che ghe xe da far andar avanti tut!". Un insieme che ha generato notevoli perplessità da parte di Cgil Belluno e Nidil Cgil Belluno, i cui rispettivi segretari Denise Casanova e Alberto Chiesura osservano: “Il manifesto è scritto in una sorta di dialetto inesistente e incomprensibile, che si sottintende però essere l'unico compreso dagli abitanti ‘dei monti’ che dovrebbero recarsi ‘a valle’ perché ci sono opportunità lavorative”.

 

 


 

“Riteniamo invece questa pubblicità offensiva - proseguono - per tutti i cittadini che vivono e lavorano nelle cosiddette terre alte, per chi con maggiore difficoltà, rispetto alla pianura, sceglie di continuare a far vivere quelle comunità, per tutti quei ragazzi che studiano, si diplomano, imparano un mestiere o proseguono negli studi e si laureano con grandi sacrifici loro e dei loro genitori”.

 

In questo modo la cultura di montagna, secondo i sindacati, viene vilipesa e oltraggiata sia dall'immagine proposta sia dal testo, poiché non fa che “avvalorare lo stereotipo, distante dalla realtà, del montanaro rozzo e semianalfabeta - sostengono - non tenendo in nessun conto le tradizioni e la dignità delle lingue minoritarie”. Un approccio che effettivamente sembra se non altro contrastare con gli sforzi che da più parti si stanno facendo per sciogliere quegli stereotipi, in particolare nel mondo dell’artigianato e della piccola industria - sempre più alle prese con carenza di giovani e di manodopera da ricercare soprattutto puntando all’innovazione (qui l’approfondimento).

 

Da qui dunque la richiesta ad Adecco di ritirare quanto prima il manifesto.

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