Due cervi investiti in poche ore, cresce l’allarme e parte l’appello per un passaggio faunistico: "Per la sicurezza di tutti, umani e animali”
Due i cervi investiti nel fine settimana lungo il rettilineo di Candaten e sui social si apre il dibattito: perché non realizzare un ponte faunistico che tutela sia la biodiversità locale sia la sicurezza di automobilisti e motociclisti? “Facciamo sentire che il Bellunese non vuole più animali morti o morenti a bordo strada come ve ne sono stati a decine negli ultimi anni”

SEDICO. Due i cervi investiti nel fine settimana lungo lo stesso rettilineo e sui social si apre il dibattito: perché non realizzare un ponte faunistico che tutela sia le specie animali sia la sicurezza di automobilisti e motociclisti?
Tra venerdì e domenica lungo il rettilineo di Candaten si sono verificati gli ennesimi incidenti dovuti a impatti con animali selvatici. Il problema è noto e il rischio lì è da sempre elevato, trattandosi dell’arteria che sale verso Agordo e, dunque, molto trafficata.
In queste ore si è dunque (ri)aperta la discussione sulla sicurezza di quel tratto stradale. A lanciare l’appello è Fabio “Rufus” Bristot, volontario della sezione bellunese del Soccorso alpino, per il quale un eventuale ecodotto sarebbe un’opera di civiltà e sicurezza.
Gli ecodotti, o corridoi faunistici, sono infatti ponti che favoriscono i movimenti migratori naturali degli animali, rappresentando un passaggio molto più sicuro rispetto agli attraversamenti stradali. L’Ispra li inserisce tra gli elementi chiave di una rete ecologica “poiché consentono la mobilità delle specie e l'interscambio genetico, fenomeno indispensabile al mantenimento della biodiversità”.
Tanto più in una provincia come quella bellunese, dove secondo gli ultimi dati (risalenti all’anno scorso) il numero degli ungulati è stimato in poco più di 33.000 unità (cinghiale e daino esclusi), tra cui soprattutto cervi (12.120) e caprioli (12.511) oltre a camosci e mufloni. E purtroppo gli incidenti stradali che li vedono coinvolti sono all’ordine del giorno. “Altri cervi investiti a Candaten: per fortuna nessun morto o feriti tra gli automobilisti - fa notare Bristot - ma in passato non è andata così. È ora di realizzare un’opera di civiltà: un passaggio faunistico per la sicurezza di tutti, umani e animali. Dobbiamo davvero aspettare ancora vittime prima di agire?”.
Teniamo presente che, stando ai dati dell’Osservatorio Asaps (Associazione sostenitori e amici della polizia stradale), nel 2024 si sono verificati in Italia 199 incidenti stradali gravi con coinvolgimento di animali, dei quali 181 contro animali selvatici. A questi vanno chiaramente sommati tutti gli altri - tra cui i casi in cui, dopo l’impatto, l’animale rimane ferito senza che magari sia fatta alcuna segnalazione (qui un recente episodio in provincia). Nel Bellunese tutto ciò è la quotidianità, tanto che circa tre anni fa si era già parlato di un piano per mettere in sicurezza le strade in un tavolo tra la Provincia e Veneto strade (qui l’articolo).
“Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, che troppo spesso brilla per divieti draconiani e regolamenti tanto asburgici quanto inutili, potrebbe finanziare qualcosa di utile e concreto. Un ponte verde - auspica Bristot - salverebbe vite, ridurrebbe gli incidenti e dimostrerebbe rispetto per la montagna e i suoi abitanti, siano essi persone o animali. Facciamo sentire che il Bellunese non vuole più animali morti o morenti a bordo strada come ve ne sono stati a decine negli ultimi anni”.
Speriamo allora che la Provincia inizi veramente a mettere in sicurezza la viabilità, anche sotto questo punto di vista.












