Fedez fa marcia indietro su Sinner: "Volevo fare un paradosso e mi è riuscito malissimo. Non posso far altro che chiedere scusa"
"Credo che se una roba non viene capita l'errore sia di chi l'ha scritta, quindi me ne assumo la responsabilità - ha spiegato Fedez ai fans -. Volevo prendere il paradosso e mi è riuscito malissimo, degli atleti che nascono e crescono in Italia ma spesso non vengono considerati italiani per il colore della pelle e applicarlo al più grande sportivo che abbiamo in Italia. Non ci sono riuscito e tutto quello che posso fare è chiedere scusa"

TRENTO. Alla fine Fedez ha chiesto scusa.
Dal palco del Forum di Assago, durante la prima delle due date di "Ritorno a casa", il rapper milanese si è cosparso il capo di cenere. Il verso della sua ultima canzone, che aveva "dedicato" a Jannik Sinner, aveva comprensibilmente sollevato un putiferio.
"L'italiano ha un nuovo idolo, si chiama Jannik Sinner. Purosangue italiano con l'accento di Adolf Hitler" recitava il testo, che aveva fatto il giro d'Europa in pochissime ore, suscitando indignazione, anche da parte di alcuni parlamentari della Svp e del mondo politico altoatesino (Qui articolo e Qui articolo).
"Credo che se una roba non viene capita l'errore sia di chi l'ha scritta, quindi me ne assumo la responsabilità - ha spiegato Fedez ai fans -. Volevo prendere il paradosso e mi è riuscito malissimo, degli atleti che nascono e crescono in Italia ma spesso non vengono considerati italiani per il colore della pelle e applicarlo al più grande sportivo che abbiamo in Italia. Non ci sono riuscito e tutto quello che posso fare è chiedere scusa".
Il rapper ha anche spiegato che "il ragionamento non si capiva. Nel brano prendo una tesi e la porto all'esasperazione, dico una cosa intendendone il contrario. Avevo scritto due righe per chiarire, ma penso che la cosa più giusta e anche più imbarazzante sia parlarne a viso aperto e non da dietro uno schermo".
Subito aver pubblicato alcuni versi della canzone in una storia Instagram, Fedez era intervenuto a La Zanzara, la popolare trasmissione radiofonica di Radio 24, con un tono ben diverso. Aveva affermato che la sua era stata "ironia", sottolineando che la sua non era "una critica a Jannik Sinner, al massimo è una critica e una riflessione sul fanatismo degli italiani. Non ho mica paragonato o accostato Sinner a Hitler, ci mancherebbe, basta fare l'analisi del testo".
Adesso il dietrofront e le scuse pubbliche per evitare che la vicenda potesse avere anche risvolti di carattere legale.













