Gestire l'acqua quando è poca? La risposta da una nuova applicazione: "Un gemello digitale della Valle dei Laghi, ma può essere applicato anche in altre aree montane"
La nuova applicazione web facilita il monitoraggio della risorsa idrica a disposizione e prevede gli scenari futuri, così da supportare la governance integrata dell’acqua: ecco come funziona

TRENTO. Controversie per l'acqua: un'applicazione web per facilitare il coordinamento tra i diversi usi della risorsa idrica è stata realizzata nell’ambito di un caso studio in Valle dei Laghi, coordinato da Eurac Research nell'alveo del progetto europeo Horizion 2020 Impetus sullo sviluppo di soluzioni di adattamento ai cambiamenti climatici.
In un territorio ricco d’acqua come la Valle dei Laghi, viene spiegato, la risorsa idrica è utilizzata contemporaneamente da diversi settori: ad esempio, la centrale idroelettrica di Santa Massenza contribuisce ad alimentare l’intera provincia di Trento, mentre al secondo posto, tra gli utilizzatori, viene l'agricoltura. Negli ultimi anni, però, i cambiamenti climatici e i conseguenti periodi di siccità hanno reso tesi i rapporti tra questi due comparti. La piattaforma, nello specifico, oltre a monitorare la risorsa idrica, prevede gli scenari futuri, così da supportare la governance integrata dell'acqua.
Ma come funziona? Ad essere creato è stato un gemello digitale della Valle dei Laghi: un modello idrologico che simula il movimento dell'acqua nel territorio. Utilizzando dati meteorologici quali temperatura, precipitazioni ed evapotraspirazione, il modello rende visibili processi reali quali lo scioglimento della neve, l'infiltrazione nel suolo e il bilancio idrico. Ed è proprio questa la base per la piattaforma di supporto alle decisioni.
"Gli utenti possono accedere a un'applicazione web e visualizzare i dati relativi alla disponibilità e all’uso della risorsa idrica monitorati nei mesi precedenti. Ma l’applicazione dispone anche di un sistema di simulazione che genera possibili scenari futuri", spiega Aaron Estrada, ricercatore di Eurac Research che ha realizzato la piattaforma di visualizzazione, che specifica come questi scenari tengano in conto sia delle variabili meteorologiche sia di parametri tecnici come le configurazioni delle dighe e le deviazioni idriche nell'area e come una sezione dedicata alle proiezioni mostri, infine, cosa accadrà se non vengono intraprese azioni.
“In provincia di Trento, il fiume Sarca e i suoi affluenti in Valle dei Laghi svolgono un ruolo fondamentale sia nell'approvvigionamento energetico che nel sostegno all'agricoltura” spiega Valentina D’Alonzo, responsabile del caso studio trentino del progetto europeo IMPETUS. Si pensa in particolare alla viticoltura: il prodotto agricolo più importante della valle in termini di quantità e valore: "I cambiamenti climatici, causando anni di siccità, hanno compromesso questo equilibrio minacciando sia l'energia idroelettrica che l'irrigazione".
Nel 2023, ad esempio, le condizioni meteorologiche estreme – un'estate torrida, grandinate e conseguenti malattie fungine delle piante – hanno portato a un calo del 13 per cento nella produzione vinicola italiana rispetto all'anno precedente.
"Queste condizioni meteorologiche estreme causano stress alle piante - racconta Stefano Pisoni, viticoltore locale la cui cantina ha partecipato al progetto di ricerca – e questo è particolarmente evidente negli ultimi anni in cui molte malattie, soprattutto crittogamiche e di altro tipo, sono diventate molto più aggressive".
Mentre nel 2023 l’Italia perdeva la sua posizione come maggiore produttore mondiale di vino, spiegano da Eurac Reserch, tra il 2020 e il 2023 gli anni consecutivi di siccità in tutto il Nord Italia hanno ridotto anche la produzione di energia idroelettrica del 30 per cento.
Chi spesso si trova a gestire i conflitti causati dai cambiamenti climatici sono i consorzi di irrigazione, ovvero gruppi di agricoltori che gestiscono la distribuzione dell'acqua.
"Visto che attingiamo l'acqua da un sistema idroelettrico, già da oltre vent'anni abbiamo scelto l'irrigazione a goccia come nostro sistema di irrigazione - spiega Bruno Lutterotti, responsabile del Consorzio irriguo dell'Alto Garda che opera in Valle dei Laghi - ma sebbene l'irrigazione a goccia si sia dimostrata efficace fino a questo momento, gli effetti più drastici del cambiamento climatico stanno portando il sistema a un punto critico". Proprio le recenti crisi idriche, viene rimarcato, hanno portato il consorzio a cercare un modello migliore per gestire queste situazioni.
"La piattaforma aiuta chi decide come utilizzare l’acqua, ad esempio i consorzi irrigui e le pubbliche amministrazioni a diversi livelli, a comprendere la situazione con una visione olistica, a valutare gli impatti delle decisioni nel prossimo futuro e a pianificare interventi per prevenire o mitigare i rischi a livello di sistema. Un sistema di questo tipo – conclude Valentina D’Alonzo – potrebbe essere replicato e applicato con efficacia anche in altri territori. In altre valli alpine, per esempio, o anche in aree montane europee dove le potenziali controversie per l’utilizzo della risorsa idrica vengono inasprite dalla siccità".
La piattaforma, realizzata in collaborazione con l’azienda Waterjade e con il Consorzio di Comuni BIM Sarca Mincio Garda, è liberamente accessibile previa registrazione collegandosi al sito dedicato.














