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Trento
06 dicembre | 20:39

"Il campetto da calcio artificiale è un pericolo per la salute di bambini e cittadini, ha diffuso negli anni oltre 500 chili di microplastiche: la copertura va rimossa"

A lanciare l'allarme, con una lettera inviata all'amministrazione comunale e ai dirigenti scolatici, è la referente di Plastic Free Onlus Angela Bartoli: "Il campetto da calcio di erba artificiale vicino alla scuola primaria e all'asilo ha diffuso oltre 500 chili di particelle plastiche che sono finite nei tombini, si sono attaccate agli indumenti e sono state respirate"

Il campetto da calcio artificiale è un pericolo per la salute di bambini e cittadini

LEDRO. "Il campetto da calcio di erba artificiale di Molina di Ledro - vicino alla scuola primaria e all'asilo per l'infanzia, ormai a fine vita ma ancora da smantellare - rappresenta un pericolo per la salute dei cittadini a causa delle micro-nano plastiche che diffonde nell'ambiente: dalla sua posatura 21 anni fa, secondo i calcoli, ha diffuso oltre 500 chili di particelle plastiche che sono finite nei tombini, si sono attaccate agli indumenti e sono state respirate soprattutto da bambini e ragazzi ma anche da chi abita nelle vicinanze".

 

Questo l'allarme lanciato dalla referente di Plastic Free Onlus di Ledro, Angela Bartoli, che ha inviato una lettera al sindaco Claudio Oliari, agli assessori e ai dirigenti scolastici per mettere in evidenza la problematica, a seguito di alcune segnalazioni da parte di genitori e residenti.

 

Da cosa sono partite queste segnalazioni? "Sono stati notati - spiega la lettera - quantitativi abbastanza significanti di fibre plastiche e polveri verdi su tetti, giardini, davanzali attorno, nonché su indumenti dei bambini che erano stati a giocare nel campo, cosa che tra l'altro sta già succedendo sul campetto di Pre adiacente alla chiesa, posato circa 10 anni fa".

 

La copertura del campo, viene specificato, è stata parzialmente rimossa durante i lavori di rifacimento della scuola e la porzione rimanente è poco più della metà.

 

"Sono venuta in possesso - spiega Bartoli - di una piccolo ritaglio di manto sintetico nuovo e un'altra piccola parte di manto usurato rimosso durante i lavori. In particolare la parte vecchia presentava tra le fibre delle piccole sfere nere che, da una ricerca, sembra siano materiali ricavati dal riciclo dei pneumatici, fuori norma da tempo a livello europeo e vietate per il riempimento delle zolle posate. Credo inoltre che purtroppo gran parte di queste piccole sfere di materiale plastico (ma anche oli, resine, sostanze chimiche per la vulcanizzazione, poliestere e nylon) sia caduta e sedimenti tuttora sul terreno".

 

La referente di Plastic Free Onlus spiga poi i dettagli del calcolo da lei effettuato, che dà un risultato "decisamente preoccupante".

 

"Avendo a disposizione le piccole parti di prato sintetico - spiega - sono riuscita a produrre dei calcoli sottraendo il peso della parte usurata dal peso della parte nuova: l'usura del campo ha prodotto in 21 anni una differenza di peso dal nuovo al vecchio pari a 176 grammi al metro quadro di residuo sotto forma di micro e nano plastiche. Questo dato è stato moltiplicato per la dimensione del campo fino ai lavori del 2024: da qui il valore, con uno scostamento del 15 per cento, di 542 chilogrammi di particelle plastiche".

 

Ad essere rimarcato nella lettera è inoltre che da troppo tempo non siano state fatte le manutenzioni del caso come pulizia e aspirazione dei residui e che "se ne deduce che tutta la polvere e le fibre rilasciate sono rimaste lì, in balia di vento e pioggia".

 

Poi una testimonianza. "'L'elicottero d'emergenza è atterrato un paio di volte sul campo, anche recentemente per portare soccorso a un bambino caduto. In tutte due le occasioni - spiega Angela Bartoli - il giorno successivo sono stati notati molti residui verdi su tetti e muri delle case adiacenti il campo, residui alzati dall'aria prodotta dall'elicottero".

 

E infine, la referente di Plastic Free elenca le richieste al fine di risolvere la situazione. In primis di "rimuovere urgentemente la copertura rimanente", ripristinando lo spazio per consegnare di nuovo un campetto utilizzabile magari di prato naturale, "necessario per Molina e per tutti i ragazzi" ma anche di trovare informazioni riguardo a nuovi tipi di semine naturali.

 

Lo sguardo viene poi allargato e l'invito è quello a "prendere in considerazione una scelta di materiale il più possibile ecologica" per il nuovo spazio all'esterno della nuova Scuola, ma anche delle altre zone sportive di Ledro che saranno interessate a manutenzione o rifacimento.

 

Viene poi richiesto, così come è stato fatto per la nuova struttura scolastica realizzata secondo criteri di bio edilizia, che gli "stessi criteri vengano seguiti anche per la progettazione degli spazi esterni" e che "la cittadinanza e i genitori degli alunni vengano interpellati sul progetto" dello spazio esterno della scuola. Ad essere richiesto infine "di valutare anche l'impatto sull'ecosistema che può avere una scelta inopportuna, costosa sia per acquisto che per smaltimento, addirittura nociva alla comunità e al territorio". Ad essere sottolineato il fatto che "i frequentatori del campo sono e saranno soprattutto bambini e ragazzi" e come non sia esclusa "la possibilità di chiedere una verifica della situazione all'Appa di Trento, per fare chiarezza e avere i dati oggettivi dell'impatto ambientale di tali residui sul territorio".

 

"Credo fermamente che chiunque di noi possa fare qualcosa per il benessere comune - chiosa la referente di Plastic Free - e mi sto impegnando concretamente in diversi modi per sensibilizzare le persone su queste tematiche. Ritengo fondamentale che le scelte dell'Amministrazione siano orientate alla tutela e alla salute dell'ambiente e dei cittadini, soprattutto verso gli spazi dedicati ai più piccoli".

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