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Trento
15 giugno | 13:20

Il dramma dei ghiacciai: segnali d'allarme dal Careser. Ecco cosa dicono le ultime rilevazioni

Nei giorni scorsi si sono concluse le rilevazioni effettuate annualmente sul ghiacciaio del Careser, sul gruppo dell'Ortles-Cevedale, e sul ghiacciaio dell'Adamello-Mandrone, con l’obiettivo di determinare la quantità e le caratteristiche della neve accumulata sugli apparati glaciali alla fine del periodo invernale-primaverile

Il dramma dei ghiacciai: segnali d'allarme dal Careser
di Redazione

TRENTO. I dati emersi dalle ultime rilevazioni annuali sui ghiacciai del Careser e dell’Adamello-Mandrone  confermano la fragilità degli apparati glaciali alpini.

 
In particolare, viene spiegato in una nota della provincia, il ghiacciaio del Careser continua a mostrare segni di sofferenza, con un contenuto di acqua nel manto nevoso inferiore del 10% rispetto alla media storica. 

 

Un campanello d’allarme che si inserisce in un contesto di progressiva riduzione delle riserve idriche glaciali, strettamente legato agli effetti del cambiamento climatico. 

 

Nei giorni scorsi, infatti, si sono concluse le rilevazioni effettuate annualmente sul ghiacciaio del Careser, sul gruppo dell'Ortles-Cevedale, e sul ghiacciaio dell'Adamello-Mandrone, con l’obiettivo di determinare la quantità e le caratteristiche della neve accumulata sugli apparati glaciali alla fine del periodo invernale-primaverile. 

 

Le operazioni - finalizzate a rilevare la profondità del manto nevoso in diversi punti del ghiacciaio, con misurazione della densità e temperatura della neve attraverso la realizzazione di alcune trincee in punti rappresentativi - sono state coordinate dal Dipartimento Protezione civile foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, con il coinvolgimento della commissione glaciologica della Società degli alpinisti tridentini (Sat), il Museo della scienza di Trento (Muse) e il Servizio glaciologico lombardo, con il contributo dell’Università di Padova. 

 

I DATI
Dalla densità e spessore della neve è stato possibile stimare il “volume di acqua equivalente” presente sui ghiacciai, che verrà o rilasciato a valle nel corso della stagione estiva o, se le condizioni meteorologiche lo consentono, accumulato per la formazione di nuovo ghiaccio.

 

La neve accumulata sulla superficie del ghiacciaio Adamello-Mandrone da metà settembre 2024 a fine maggio 2025 varia dai 150 centimetri della fronte a 2.600 metri ai 350-370 centimetri nella zona di Pian di Neve, mentre sul ghiacciaio del Careser si sono rilevati dai 170 ai 260 centimetri. Le densità rilevate sul Careser sono variabili da 460 ai 410 kg/m3, mentre sull’Adamello-Mandrone da 360 a 520 kg/m3.

 

Sul Pian di Neve, a quota 3.100 metri, sono stati rilevati 1.700 millimetri di equivalente in acqua, un valore leggermente superiore la media degli ultimi 15 anni (+13-22%). Considerando la distribuzione dell’altezza della neve alle diverse quote, sull’intera superficie del ghiacciaio il bilancio invernale ammonta invece a 1.450 millimetri di acqua equivalente.

 

Sul Ghiacciaio del Careser, dove si effettuano rilevazioni fin dal 1967, è stato calcolato un contenuto d’acqua medio all’interno del manto nevoso pari a 876 millimetri, valore che è del 10% inferiore rispetto alla media storica (1967-2024) che è pari a 967 millimetri. 

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