Il lavoro che cambia la vita, alla cooperativa Dal Barba l’alleanza silenziosa tra imprese e istituzioni che trasforma l’inclusione in futuro per persone con disabilità
Grazie al sostegno della Volksbank due persone con disabilità, sono riuscite finalmente ad entrare nel mondo del lavoro ed impegnarsi alla cooperativa Dal Barba. Stiamo parlando di Simone, 24 anni, con la passione per la pasta e il desiderio di mettersi alla prova e Romina, 44 anni, una lunga serie di tirocini alle spalle e un sogno rimasto sospeso: quello di essere assunta

TRENTO. C'è un impegno che non fa rumore e che riesce a cambiare la vita alle persone con gesti concreti. Un impegno che viene messo in campo da chi crede nel lavoro come strumento di dignità, inclusione, autonomia e futuro, soprattutto quando a beneficiarne sono le persone più fragili.
Questo è quello che ha deciso di mettere in campo a partire dalla fine del 2016, la cooperativa sociale Dal Barba che opera al servizio della comunità della Vallagarina e non solo. Un lavoro che vede oggi impegnati una cinquantina di ragazzi con disabilità che grazie alla cooperativa hanno trovato una propria strada per un futuro all'insegna dell'indipendenza.
Un impegno che ha visto di recente un'importante conferma grazie al sostegno della Volksbank che ha permesso a due persone con disabilità, finalmente, a pieno titolo, ad entrare nel mondo del lavoro.
Stiamo parlando di Simone, 24 anni, con la passione per la pasta e il desiderio di mettersi alla prova e Romina, 44 anni, una lunga serie di tirocini alle spalle e un sogno rimasto sospeso: quello di essere assunta. Un sogno che oggi, grazie all'istituto di credito ha potuto realizzare.
Il meccanismo che rende possibile tutto questo è 'semplice'. La legge 68 del 1999 stabilisce infatti che le aziende con almeno 15 dipendenti siano tenute ad assumere persone appartenenti alle categorie protette, in misura proporzionata alla dimensione dell’organico. Vengono offerti poi anche strumenti concreti per favorire un inserimento lavorativo reale, sostenibile e rispettoso delle persone. Tra questi, c'è quella che viene definita “triangolazione” tra Agenzia del Lavoro, cooperativa sociale e impresa.
Un modello che, nel caso della Volksbank, si è trasformato in una sorta di modello di impegno verso il territorio, offrendo un posto di lavoro in cooperativa a due ragazzi e aiutando l'attività portata avanti da questa realtà. Un modo per incidere positivamente sul territorio e, soprattutto, sulla vita delle persone.
“Ad oggi – ci spiega il presidente della cooperativa Dal Barba, Alessandro Pontara – abbiamo 12 ragazzi assunti grazie alla legge 68. In tutto nella nostra cooperativa sono in 50 e il nostro obiettivo è quello di riuscire ad assumerne altri. Così si riesce a dargli un futuro, dargli la possibilità di andare a vivere in modo indipendente e a costruirsi una famiglia e vivere serenamente ”.
Per consentire la stabilità di questo importante progetto la Provincia di Trento ha deliberato nei giorni scorsi anche un contributo di poco superiore ai 700 mila euro a favore della cooperativa Dal Barba che permette di coprire il 75% di una spesa ammessa pari a 999 mila euro ed è finalizzato a sostenere l’acquisto dello stabile di Villa Lagarina, passaggio strategico per garantire la continuità del lavoro portato avanti dalla cooperativa.
Tutto questo grazie ancora una volta alla collaborazione con il sistema creditizio, il mondo imprenditoriale e le istituzioni.
“Con l’acquisto dello stabile a Villa Lagarina abbiamo compiuto un passaggio fondamentale per il futuro dei nostri ragazzi con disabilità – ha spiegato il presidente Alessandro Pontara – è stato possibile grazie al supporto del sistema creditizio e di Volksbank, che hanno consentito di attivare un mutuo ventennale, e oggi grazie al contributo della Provincia otteniamo una garanzia decisiva di stabilità. È stata una scelta impegnativa, ma necessaria: dovevamo assicurare continuità e sicurezza a un progetto che accompagna le persone nel loro percorso di vita e di lavoro. Il nostro obiettivo – ha concluso Pontara - è crescere, creare nuovi laboratori, nuovi posti di lavoro e costruire un’impresa sociale autonoma. Continuiamo a crederci: la migliore terapia è il lavoro, perché dà dignità, futuro e autonomia”.














